mimino

La prima e l’ultima scopata con mia cognata

Voglio cominciare dicendo che il mio punto debole nell’eros è il culo. Quello che noto per prima e ciò che mi rimane impresso di una donna e solo un bel fondoschiena ed è forse per questo che mi attirano anche le trans, dopotutto il loro punto forte è proprio lì.
In questa storia il culo implicato è quello di mia cognata, una quarantenne bruttina, quasi piatta di seno ma con un posteriore perfetto, a miei occhi è come una bella pesca dalla forma perfetta, un bel cuore rovesciato, un bel culo che parla, ondeggia, e si fa ammirare, un bel culo che riempie morbidamente ogni indumento che indossa, un bellissimo culo con due chiappe sode, belle e separate da un bel solco e un bel buco, non so se è a mandolino, a padella, a violino, a vipera, o a T, ma sicuramente è un gran…culo.
Ci conosciamo da più 20 anni ma solo da qualche anno mi fa impazzire il pensiero di spingerle il mio cazzo duro contro le sue chiappe, farlo scorrere su e giù lungo il suo solco e di leccarle il culo infilandole la lingua per leccare ben bene il buchetto e poi incominciare a spingere pian piano, leggermente e sentirlo scivolare dolcemente dentro di lei fino a far toccare le palle sulle chiappe.
Più volte in questi anni le ho strusciato il culo in modo repentino, ma credo che lei non abbia mai immaginato il vero motivo, forse perché mi riteneva come un fratello.
Tutto però sembra cambiare nell’estate 2006, mia moglie era in ospedale in quanto aveva appena partorito ed io mi sono fatto venire il coraggio di andare a trovare mia cognata, nel suo negozio di ortofrutta, alle 7.30 di mattina, lei apriva a quell’ora per pulire e lavare il pavimento del negozio.
Infatti appena arrivato davanti alla porta del negozio la vedo che stava lavando il pavimento, indossava una gonna leggera un bel po’ sopra il ginocchio ed una canotta larga a tal punto che si vedeva molto bene il reggiseno.
Nel vederla così, chinata alla pecorina con quel culo invitante rivolto verso di me non ci vidi più dall’eccitazione e mi accostai da dietro strusciandole con il mio membro su una chiappa e con un po’ di soggezione gli dissi: “OPS, scusami” ma lei senza parlare si rimise con il culo al vento e continuò ad ondeggiarlo a ritmo frenetico.
Eccitandomi ancora di più, con la mano destra gli palpai, per alcuni secondi, quel gran culo sodo che mi faceva tanto arrapare e dopo un po’ mi disse: “Ma sei venuto qua per mettermi solo una mano sul culo?”, e mentre mi guardava con un sorriso furbetto, si diresse dietro il banco della cassa.
Io la guardai negli occhi e non me lo feci dire una seconda volta e da lì cominciò il mio paradiso terrestre, la seguii dietro il banco e passandole da dietro, a stretto contatto ovviamente, le poggiai le mani sul suo piccolo seno, le alzai il reggiseno e contemporaneamente le stringevo le mani sui capezzoli, duri come dei chiodi, e le puntavo il mio cazzo d’acciaio al suo culo sentendo una forte pressione sulle mutande nella zona dell’uccello che sentivo inturgidirsi e pulsare sempre più forte, poi mi avvicinai con la bocca al suo collo e incominciai a baciarlo e a leccarlo, mentre gli strusciavo il mio cazzo sul suo culo e senza più nessuna barriera tra di noi, feci scivolare le mani dalle quelle tettine fino a metterle sul culo.
Mentre continuavo a strofinarla fino ad infilarle quasi tutto lo slip nella riga del culo, adoro quelle mutande di pizzo bianco che vanno su per il culo, cercando di dimenarsi mi disse: “la vuoi smettere, toglimi le mani dal culo che può entrare qualcuno!” Niente, invece di smetterla gli sollevai la gonna, scostai la mutandina da un lato e gli infilai l’indice nel buco del culo. Per reazione spinse il sedere all’indietro e stringendo le natiche come due mozzarelle, non senza un sottile piacere il dito s’infilò ancora di più e mi disse: “toglimi sto dito da lì dentro, porco, mi fai male!” Mentre gli sfilai il dito dall’ano, sentii proprio un risucchio da dentro,sembrava non uscisse più tanto era stretto. Allora capii: “ha ancora il buco del culo vergine”.
Ripresi a toccarla dappertutto, palpandole i piccoli seni incredibilmente sodi e mentre le strizzavo un capezzolo lei indietreggiò verso di me e riuscendo ad infilare di nuovo la mano sotto le mutandine la penetrai dolcemente con il dito nel buco del culo e palpandola, arrivai ad infilare le mani nella passera già bagnata, aveva i capezzoli che spuntavano turgidi contro la canotta umida che si incollo sopra il seno come una carta velina.
Poi prese lei l’iniziativa, con la mano destra apri la cerniera mi prese il cazzo in mano, duro ed eretto in tutta la sua lunghezza, iniziò dolcemente ad andare su e giù per farmi una bella sega, mentre io continuavo a palparle il culo da dietro, ad un tratto lei si girò su se stessa lo guardò, poi lo prese con entrambi le mani, ed in un colpo lo ingoiò.
Iniziò a farmi una pompa leccandomi la cappella ed andando su e giù, non era un esperta in bocchini, povero cazzo impazziva in quella bocca, sentivo il cazzo gonfio anche se lo demoliva ed infatti quasi venni ma lei se ne accorse e smise dicendo: “stai già venendo, così presto?”; mi vergognai un po’ e nello stesso tempo ero preso dalla paura che entrasse qualcuno, cercai di muovermi più piano per non venire, ma la voglia era troppa.
Allora la presi dalle braccia e la tirai su mentre io mi abbassai, le sfregai le mani sulla figa già aperta e bagnata che si muoveva con ardore in attesa del mio cazzo, le tirai giù le mutandine ormai zuppe e avendo così la figa davanti alla bocca, me la fece girare su tutto il viso ed io cominciai a leccarla golosamente, ed accarezzarla con la mano tra le chiappe e il buco del culo, ero tra le sue due coscione, che se ti prendevano la testa in mezzo , te la stritolavano… e sentii: “come succhiatore di figa non sei male, mi stai facendo venireee..” ed intanto io continuavo a scoccare la mia lingua nella figa, sentii quasi subito il clitoride venire allo scoperto lo avvolsi con la lingua e lo succhiai sentendo la sua figona super gonfia e sempre più bollente e calda di umori.
Iniziò ad ansimare più velocemente, stava per venire, smisi di metterle la lingua dentro e mi misi a baciarle attorno… e lei: “no dai…,ti prego dai…,non farlo continua…” stava quasi per piangere per la delusione del mancato coito, allora la presi dalle chiappe e la girai portandomi quel culo celestiale davanti alla mia faccia ed inaspettatamente lei prese a dimenarsi spaventosamente con dei gemiti sottovoce: “hooo haaaa haaaaa haaaaa haaa vengo lo stessooo…, ti allagooo…”; il suo culo cominciò a danzare in modo frenetico davanti al mio naso e mandò un grido subito smorzato, allora la accarezzai, poi le diedi qualche pizzico sulle chiappe, la morsi, ma non valse a nulla, sembrava inarrestabile, le allargai le cosce bagnate e mentre lei era a cosce spalancate, presi il mio cazzo in mano e lo puntai sulla fica affondandolo completamente con un solo colpo,iniziai a scoparla dandole colpi violenti, facendole quasi uscire il cazzo dalla bocca, sentivo sbattere le palle sulle sue natiche e fare quel rumore “clap clap clap”, sentivo quel cazzo entrare ed uscire dalla quella figa di fuoco e godevo da matti facendola sussultare ad ogni colpo.
Sentendo che stavo venendo, rallentai e lo tirai fuori, ripresi per alcuni secondi a leccare quel buchino mentre con un dito le sditalinavo il grilletto, e pensavo: “posso passare all’inculata, con questo buco così stretto?”, lei intanto divaricava le gambe sempre di più e con un movimento improvviso mi fece rialzare, e mi disse: “non farmelo desiderare troppo, lo voglio tutto dentro” ed io le risposi: “mi piacerebbe mettertelo nel culo, se piace anche a te” ma lei incurante di ciò che le dicevo si sistemò sfregandomi la figa sul cazzo, dimenandosi si infilò il cazzo nella figa prima che me ne accorgessi, questo si che era un dimenarsi, mentre si muoveva lo stringeva con i muscoli vaginali, entravo ed uscivo strusciando il cazzo in quella dolce morsa, lo sentivo sfregare nella figa allargata dal piacere ma che lei tentava di stringere, ansimavo e rantolavo per il piacere, guardai il suo viso, godeva anche lei, mi fermai con il cazzo tutto dentro facendolo pulsare, le stimolava la figa e il massaggio è continuato per qualche secondo, volevo chiavarla ma allo stesso tempo non volevo venire, la presi bene per le tettine e lei alzando il culo mi ha fatto entrare ancora più in fondo alla sua figa e gustandosi quel cazzo mai cosi duro, mi ripeteva: “spingi, spingilo fino in fondo, sbattimi con forza, sfondami voglio la tua calda sborrata”, a volte si fermava per farsi stantuffare e poi riprendeva a muoversi, dicendo: “dai spingii, vengooo, vengooo, ho voglia, spingi, fammi godere, Ohhhh, Siiii..dai cosiiii…non smettere…” ed intanto io con una mano le palpavo il culo e con l’altra le stuzzicavo una tetta, poi la presi con entrambi le chiappe e me la sono sbattuta come una troia, si dimenava con gridolini di piacere, era ansimante ma se la godeva e mi ridisse: “vieni dentro, ti voglio dentro, fammi sentire la tua sborra caldaaa…” ma io glielo sfilai, ed iniziai nuovamente a leccarla, ma solo in un punto ben preciso, sul buco del culo. Lei ha sempre avuto un culo da sogno, e io di sogni ne avevo fatti tanti, ora si doveva realizzare il mio sogno. Cominciai a schiaffeggiarle il culo, infilandole un dito in quel bel buchino, muovendolo dentro e fuori sempre più forte, sempre più velocemente, le leccai tutto il culo, poi insalivai per bene il buchetto che sembrava un po’ più aperto ed appoggiando quel cazzo turgido come non lo era mai stato, cercai di spingerlo dentro, ma non entrava, per sdrammatizzare le dissi: “che bel culooo, voglio sfondartelo tutto” in quella posizione lo sentivo bello morbido come un burro, mi piaceva tantissimo ma non riuscivo a penetrarlo, lo insalivai di nuovo quel buchetto amoroso che avrei tanto voluto stantuffare, riprovai a spingere cappella con più forza ma nonostante le diedi un colpo che feci spostare il banco più avanti non riuscii ad affondarlo tutto nel suo culo ma solo mezza cappella, sembrava una maledizione!!!
Notai la sua espressione di dolore ma allo stesso tempo sembrava ululasse dal piacere e mentre mi chiedevo se glielo avevo già rotto, sentii dire: “aahh.. mi stai facendo male, non sono la tua cagna” e prendendolo in mano se lo reinfilò dentro la sua figa, io ovviamente spinsi per affondarla tutta, sono entrato con tutto il cazzo fino alla pancia ed ho iniziato di nuovo a stantuffarla tenendola con le cosce contro il mio corpo e per consolarmi immaginavo che la stavo inculando fino in fondo e che lei si muoveva per gustarsi l’inculata, solo con la mente la me inculavo, intanto lei mormorava: “spingi, come lo sento tutto, spingii, spingii, si vengoo, vengoo, godoo, ancoraaa , ancoraaa” ed io che avevo più voglia di prima le davo di quelle botte contro il culo che vibrava tutta e mentre lei m’incitava a sfondarla, arretrava con forza per poi fermarsi a godere le infilate; improvvisamente si bloccò con tutto il cazzo infilato dentro per godersi la sborrata ma io non volevo scaricarle tutta quella bella, calda sborra nella figa e nello stesso istante che stavo per venire le dissi: “togliti che stò per sborrare!”, glielo sfilai e lo puntai subito sul buco del culo che era semi-aperto e gemendo dissi: “sii anche ioo vengoo haaa” e con forti schizzi le ho scaricato in culo una bella sborrata.
Una volta venuti rimanemmo ancora per qualche istante così, con il mio cazzo ancora puntato sul suo culo, e ci baciammo appassionatamente, fu meraviglioso sentire il cazzo che pian piano si ammosciava sul suo culo, quasi quasi mi rieccitavo di nuovo, ma ahimè il tempo è tiranno e cosi cominciammo a ricomporci, poteva entrare qualcuno da un momento all’altro, una volta vestiti e sistemati io uscii come se nulla fosse successo e tornai alle mie cose quotidiane.
Fatto sta che da quel giorno con mia cognata si è rotto qualcosa, si è allontanata da me, io le ho anche lasciato un biglietto dove le chiedevo di ripetere di nuovo quella eccitante esperienza e lei invece mi ha risposto con un altro biglietto che citava cosi: “ Non ho letto che poche righe di quel biglietto ed ho capito che la cosa e ben più grave di quel che immaginavo. Voglio scusare l’accaduto come una crisi d’astinenza per la gravidanza di mia sorella. Non sarà facile dimenticare e non avrei potuto dirti questo guardandonti negli occhi e per il bene che voglio a mia sorella non ne farò mai parola.” da allora non ci scambiamo nemmeno uno sguardo ed evitiamo di rimanere soli. Di tutta questa storia mi rimane solo un desiderio: “sfondarle il culo”.

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