La Grande Scopata – Sega e Missionario
Quando ci fummo ripresi e i nostri cazzi furono di nuovo in erezione io iniziai a massaggiargli le spalle, in piedi alle sue spalle baciandogli il collo e appoggiandogli il pene sul culo.
D’un tratto si allontanò e si voltò spingendomi indietro. –Basta- disse con voce profonda e categorica.
Uscì dalla doccia con passo spedito e indossò l’accappatoio, legandoselo in vita e entrando negli spogliatoi. Io rimasi basito e estasiato per la reazione del mio compagno di doccia. Per la prima volta da mezz’ora aveva preso l’iniziativa, per quanto deludente fosse. Indossai anch’io l’accappatoio e lo seguii tra le panche deserte.
Stava seduto in un angolo con le gambe divaricate e i gomiti appoggiati sulle ginocchia. La testa era china e teneva il volto tra le mani. L’accappatoio era aperto sul petto e lasciava scoperti i pettorali e gli addominali più alti. Mi misi in piedi davanti a lui. Il mio cazzo in erezione era proprio davanti alla sua testa. Non si muoveva.
-Che hai?- gli chiesi dopo qualche secondo di silenzio.
Scosse la testa senza sollevarla.
-Non ti è piaciuto?- domandai inginocchiandomi davanti a lui sfiorandogli i capelli dorati con la mano.
Finalmente alzò il viso e mi guardò negli occhi. Mi persi nei suoi così azzurri e seducenti. –Mi è piaciuto? Non ho mai goduto tanto… e non ho mai desiderato niente come rifarlo qui e subito con più forza e violenza possibile…- Aveva gli occhi lucidi e sudava vistosamente. – Se è questo che vuoi… – dissi aprendo l’accappatoio e prendendolo per mano.
Mi fermò ancora. Cazzo! Volevo scopare! –Non sono ricchione- disse quasi malinconicamente.
Mi costrinsi a frenare l’istinto di sbatterlo contro un muro e penetrarlo. –Nessuno dice che tu lo sia… io voglio solo divertirmi… e con te mi diverto molto… mi ecciti come nessun altro. Tutto il resto non mi interessa… pensala anche tu come me…- gli passai una mano tra i capelli costringendolo a guardarmi in faccia. –Ok?- gli chiesi con voce quasi supplicante.
Annuì.
Lo baciai dolcemente, appoggiando le labbra socchiuse sulle sue e entrando dentro la sua bocca a poco a poco con la lingua. Rispose al bacio con dolcezza ed innocenza. Sembrava un cucciolo da quanto era delicato. Un cucciolo con più di venti centimetri di cazzo tra le gambe.
Ci alzammo insieme continuando a baciarci dolcemente e ad accarezzarci la schiena e le spalle. Poi iniziai a scendere con le mani fino ai glutei, accarezzandoli e palpandoli con rispetto e attenzione. Non volevo si spaventasse. Lui fece lo stesso con me. Volevo di più, ma già così era bellissimo. Mi staccai un attimo dalle sue labbra e lui rimase con gli occhi chiusi e le labbra semiaperte. Gli slacciai la cintura dell’accappatoio e lo aprii, mettendo le mani direttamente sulla pelle delle cosce e del culo e mettendo a contatto diretto i nostri cazzi vogliosi.
Le nostre lingue si incrociarono freneticamente ancora per qualche minuto, poi passai a baciargli il collo e le orecchie mentre gemeva palpandomi i glutei. Ero al culmine dell’eccitazione. Non volevo altro che il suo culo. Lo volevo tutto per me. Strinsi le mani sui glutei sodi e lisci. Poi con un dito cercai l’ano e lo accarezzai cominciando a sollecitarlo. Mi strinse a sé prendendomi per i fianchi, poi mi allontanò ancora spingendomi con vigore. Sorrise togliendosi l’accappatoio e facendoselo cadere ai piedi. Era nudo davanti a me. Feci lo stesso. Mi riavvicinai e gli sussurrai all’orecchio –Mi dai il culo?-
Per tutta risposta si voltò e sculettando camminò fino al lettino dei massaggi. Salì sopra e si sdraiò cazzo all’aria, gambe piegate e leggermente divaricate. Mi guardò invitante e mi chiamò con un cenno delle dita. Mi misi al suo fianco ripassando di saliva le linee del suo corpo. Con una mano lo aiutavo a masturbarsi. La mia mano destra e la sua sinistra massaggiavano il suo enorme pene. All’improvviso esplose in un’eruzione di bianco e caldo sperma. Il suo supercazzo si ammosciò e io ne approfittai per mettermi con dolcezza e delicatezza tra le sue gambe. Lui le aprì ancora di più e io potei indirizzare il mio pene dritto come un coltello all’imboccatura del suo ano. Il viso arrivava all’altezza dei pettorali. E iniziai a lavorare di lingua e denti sui capezzoli turgidi. –Sei pronto?- gli chiesi dopo qualche eterno minuto.
-Sì… fammi godere- Non me lo feci ripetere due volte. Con un leggero movimento del bacino il mio pene entrò nel retto del mio amico e a poco a poco entrò fino alla base. Uscii ed entrai ancora tre o quattro volte molto lentamente, poi aumentai gradualmente il ritmo e in breve la penetrazione fu fluida e veloce. I muscoli delle gambe si contraevano a ogni mia spinta, il cazzo moscio stava adagiato sugli addominali, le vene del collo pulsavano al ritmo dei gemiti di piacere sempre più forti e acuti. Mi abbracciava il collo con tutte le braccia restando appena sollevato dallo schienale del lettino. Gli occhi si aprivano e chiudevano e sembravano persi nell’estasi del piacere. Muoveva la testa seguendo i movimenti dei nostri corpi come se stesse annuendo a tempo di musica. – Sei proprio una puttana… guarda come ti piace! E prima facevi il difficile! Troia che non sei altro… – gli mordevo la pelle sudata e lui gemeva e si dimenava.
-Ah… Ah… Ah… Ah… Ah…- a ogni urletto di piacere sborrava un po’ e si contraeva i glutei e l’addome.
Quando ero sul punto di venire, urlava senza più ritegno. Se avessi potuto sarei entrato dentro di lui con tutto il mio corpo. E se lui avesse potuto me lo avrebbe permesso. Esplose con un orgasmo di piacere. Chiuse gli occhi e buttò la testa all’indietro facendo andare il bacino avanti e indietro sempre più forte, sempre più veloce…
Non resistetti al ritmo imposto dalla sua voglia di cazzo e venni dentro di lui con eruzioni di sborra calda.
Mi coricai al suo fianco e ripresi fiato.
I nostri petti si alzavano all’uninsono regolando il respiro affannoso.
Lo guardai distrutto, abbandonato, sudato e goduto. Gli appoggiai una mano sul ventre e chiusi gli occhi anch’io.
