Fotografando mia madre 2
Quando girò la spalle per andarsene le dissi: ” è tutto ok, mamma. Puoi farlo quando vuoi.”
Sorridemmo entrambi ma lei lasciò quella sfida senza risposta e si diresse nella sua camera da letto. Mi ci vollero ben due seghe prima di potermi addormentare e naturalmente l’argomento era mamma.
Il giorno dopo era venerdì. Mamma era a Los Angeles per una convention sul marketing e non sarebbe ritornata che alle due o tre del mattino. Quel fine settimana si sarebbe dovuta nuovamente spogliare per me.
In classe parlai con Dianne Chu, la graziosa ragazza cino-americana. Eravamo ormai amici e ci scambiavamo consigli sulle tecniche fotografiche così discutemmo anche sulle nostre prime esperienze sul campo. Entrambi poi avremmo dovuto sviluppare le nostre foto così ci mettemmo d’accordo per incontrarci alle 7 del pomeriggio alla camera oscura della scuola.
Appena lasciata la classe, Dianne mi chiese di fare due passi insieme.
“Kyle, tu mi piaci e non voglio darti un’impressione sbagliata. Stiamo andando a sviluppare dei ritratti di nudo e non voglio che questo ci porti a fare delle sciocchezze. Io sono lesbica e sono felice di esserlo. Vorrei che rimanesse un segreto tra me e te se è possibile. Non mi va che tutta l’università parli di me, capisci? Vorrei che la mia vita privata rimanesse tale… quindi se stasera non volessi venire con me non ti biasimerò di certo.”
Rimasi molto sorpreso ma in fondo a me stava benissimo così. Avremmo potuto collaborare senza alcuna distrazione e quando lo dissi a Dianne ne fu molto felice.
Ci reincontrammo alle 7 alla camera oscura e cominciammo a lavorare. La sala era molto capiente e c’erano probabilmente almeno un’altra dozzina di persone ad usarla. Quasi tutte però sviluppavano pellicola a colori così avevamo un’area per il bianco e nero tutta per noi. Io avevo solo un rullino da sviluppare ma Dianne ne aveva due. Li sviluppammo rapidamente poi passammo all hand-printing. Il modello nudo di Dianne era suo fratello Dan Chu, un ragazzo davvero bello. Mi complimentai con Dianne per la sua scelta e le chiesi come si era sentita nel vedere suo fratello nudo.
“Oh, per me è stato normale e anche per lui nonostante la presenza della sua ragazza. Voleva per forza essere presente e guardarlo nudo e questo non faceva che eccitare Dan. Era piuttosto difficile dissimulare la sua… la sua erezione” Dianne rise al ricordo di quella buffa situazione.
Quando finimmo di stampare le foto ci rendemmo conto che c’era qualcosa di negativo ad accomunare i lavori miei e di quella ragazza, come fossero troppo rigidi. Quando stampai la mie foto Dianne non poteva credere a quanto fosse splendida quella donna e volle assolutamente sapere di chi si trattava. In fondo lei aveva condiviso con me un suo segreto così le dissi che quella modella era mia madre. Tutto ciò che Dianne disse fu:
“Wow!”
Quando demmo un’occhiata al secondo rullino di Dianne ci rendemmo finalmente conto di dove fosse l’errore. Le pose erano assolutamente naturali e alcune anche umoristiche. Dianne ammise che quegli scatti erano quasi casuali e per niente preparati a tavolino. Stavano semplicemente scherzando. Nelle ultime foto appariva anche la ragazza di Dan, una certa Sherry che era molto più che una donna, era una bomba sexy senza mezze misure. Le differenze dalle altre immagini era un acceso effetto flou – un po’ alla playboy – e la scarsa applicazione delle restrizioni del dottor Levy. Qui c’erano tette e cazzi senza censura. C’erano Dan e Sherry che si baciavano mentre lui le accarezzava le mammelle e anche una di lei che accarezzava il cazzo di Dan.
Con quei ritratti capimmo che per aggirare la naturale rigidezza dei nostri ritratti dovevamo far ricorso all’umorismo e all’eros.
Dianne e io fummo d’accordo a scambiarci alcune delle foto migliori con la promessa che non le avremmo mostrate a nessuno tranne ai nostri rispettivi modelli.
Presi otto foto di Dianne di cui quattro con Dan e Sherry e lei ne prese sei delle mie.
La mattina successiva mamma si svegliò presto. Il nostro piano di lavoro era di fare due sessioni di scatti sabato e due domenica, catturare la luce brillante del mattino e quella calda della sera. Tutto questo avrebbe occupato praticamente l’intero fine settimana. Mamma preparò un’abbondante colazione e a tavola mi parlò un po’ della convention ma era evidente che non era molto interessata all’argomento. Stava morendo dalla voglia di vedere le nostre foto!
Tirai fuori due pacchetti. Uno conteneva i ventiquattro scatti con mia madre nuda e l’altro le otto foto di Dianne. Mamma impiegò circa un’ora per guardare i suoi ritratti e discutere con me come migliorare le pose. Era molto felice del risultato e quando finì di guardarli mi diede un grande abbraccio. Indossava solo un accappatoio e quando le sue mammelle si schiacciarono contro il mio torace rise tra i denti.
“Oops, spiacente” disse di nuovo.
Posando le foto mi chiese cosa conteneva l’altra busta e le risposi che c’erano i lavori di Dianne. Glieli lasciai guardare senza fare commenti. Si complimentò per le prime quattro foto – due serie e due umoristiche – ma quando vide il ragazzo in coppia con Shelly disse:
“Oooooooooooh! Guarda qui!”
Guardò a lungo quella foto ma non disse più nulla. Guardò la seconda foto, un profilo di Dan e Sherry che si baciavano mentre le tette della ragazza si poggiavano sul torace del maschio e l’erezione protendeva ansiosa verso la calda vagina di Sherry. Mamma guardò a lungo anche quella foto. Gli ultimi due scatti riguardavano Dan che accarezzava le enormi mammelle di Sherry, la prima era quasi umoristica ma la seconda era la migliore di tutte: Dan era di spalle a Sherry e l’abbracciava accarezzandogli i capezzoli e baciandole la nuca.
Mamma sussurrò appena un “Ooooohhh…” e continuava a guardare la foto senza dire nulla. La sua mente sembrava lontana un milione di miglia e avrei dato non so cosa per sapere cosa stava pensando. poi disse
“Oddio… è meraviglioso…” poi guardò le foto e rise
“cielo, guardami! Ho i capezzoli induriti come i suoi!”
Aprì l’accappatoio davanti a me e si accarezzò i capezzoli rendendoli ancora più duri. Iniziò a boccheggiare e mi disse di essere ormai bagnata fradicia fra le gambe e che doveva andare nella sua stanza. Aggiunse che non ci avrebbe messo molto prima di essere pronta per la sessione fotografica.
Appena chiuse la porta alle sue spalle mi avvicinai per origliare. La mia camera era contigua alla sua così potei sentire il morbido ronzio del vibratore che si faceva largo nelle calde pieghe di mamma e che mi costrinse a tirare fuori il cazzo e a masturbarmi. Mamma si stava infilando un cazzo di plastica nella fica a pochi metri da me e sapeva sicuramente che io mi stavo toccando e che la stavo spiando. Tutt’e due sapevamo cosa stavamo facendo ma nessuno dei due tentò di celarlo. Quando sborrai sussurrai “mamma… mamma… mamma…” . Lei non avrebbe potuto sentirmi ma sicuramente sapeva a cosa stavo pensando. Mi buttai sul letto sfinito cercando di riprendere fiato e qualche istante dopo sentii mia madre gridare il mio nome confuso in un gemito di estasi da orgasmo.
Quando mamma mi raggiunse in salotto indossava solo la camicia da notte che aveva messo la prima volta. Si mise orgogliosa davanti a me, si passò le mani sul vestito per evidenziare meglio il suo corpo e mi baciò spudoratamente sulle labbra.
“credo che sia meglio che tu lo sappia, Kyle… mentre ero distesa sul letto a… insomma io ho pensato solo a te…”
la tirai verso di me prendendole dolcemente la testa e la baciai dolcemente sulle labbra.
“Anch’io pensavo a te, mamma. Ed era molto piacevole”
La sessione fotografica del mattino durò circa un’ora. Mamma posava in maniera molto più disinvolta e fui sorpreso nel trovarla anche molto più professionale. Riempii due rullini col suo magnifico corpo.
Dopo pranzo mamma aveva delle commissioni da fare così ricominciammo alle tre e, su suo suggerimento, mettemmo anche un pò di musica. I risultati sembravano eccellenti. Mamma ondeggiava sinuosa e danzava meravigliosamente mentre scattavo senza sosta una posa dopo l’altra. Questo però ci stancò in breve tempo così decidemmo di fermarci.
“Kyle…?” chiese mamma. La guardai e sembrava di umore malinconico.
“Si, mamma?”
“Kyle… Dan e Sherry hanno ottenuto qualcosa per posare. Non intendo i soldi, intendo che hanno avuto una ricompensa… non pensi che anch’io dovrei averne una?”
“Certo, mamma! Stasera ti porterò da Pepe!” Pepe era suo ristorante messicano favorito.
“No, kyle… non è quello che avevo in mente” rispose. “Kyle… credi che sarebbe possibile posare insieme come il fratello di Dianne e la sua ragazza? Nulla di veramente spinto, solo dei bei ritratti d’amore?”
“Beh, diciamo che con un treppiede e l’autoscatto non sarebbe affatto un’impresa impossibile… non verrebbero bene come ci fosse un fotografo ma si può fare.”
“si… ma lo faresti per me?”
“Mamma… io non lo so… abbiamo provato a lavorare nel modo più serio e scrupoloso possibile finora… cosa credi che accadrebbe se fossimo tutt’e due nudi insieme ad accarezzarci?”
“che vuoi che accada, Kyle? Siamo adulti, possiamo fermarci quando vogliamo! Lo sai che non è nulla di irreversibile! Per favore Kyle… le foto che mi hai scattato sono bellissime e farcene alcune insieme per me significherebbe moltissimo.”
Decisi di accontentarla e per qualche istante mi fermai a pensare come posizionare il treppiede e le luci ma quando vidi quel sorriso ardente sul volto di mia madre andai da lei. In fondo nulla è irreversibile… potevamo sempre fermarci!
La prima foto ci doveva ritrarre uno di fronte all’altra con le gambe divaricate tenendoci per mano. Mi spogliai completamente, sistemai il temporizzatore e corsi da mamma.
“Oh!” boccheggiò lei.
“che hai, mamma?” chiesi.
“Tu! Mio Dio, Kyle… guardati! Ce l’hai così grande!”
Invece di tenermi per mano mamma rimase a guardarmi il cazzo e la foto uscì così. Iniziammo a ridere come matti al pensiero che la nostra prima foto insieme era una mamma emozionata che ammira il grosso cazzo duro di suo figlio! Non riusciva proprio a distogliere lo sguardo dai miei 22 centimetri e questo non faceva altro che rendermelo ancora più duro. Ormai anche i suoi capezzoli erano diventati durissimi così dissi a mamma che era meglio fermarsi ma lei si rifiutò. Disse che non vedeva il mio pene dall’età di 9 o 10 anni e che le serviva solo un po’ di tempo per abituarsi. E aggiunse che non aveva mai visto un cazzo tanto bello in vita sua. E che anche io ero bello. Finalmente ci sistemammo come avremmo dovuto fare all’inizio e ci prendemmo per mano. L’insieme era però rovinato dal mio cazzo eretto che cercava disperatamente la vagina di mamma. Per ovviare l’inconveniente decisi di posizionarmi quasi di spalle all’obbiettivo e anche così dovemmo ripetere due volte lo scatto perché mamma continuava a guardarmi il sesso. Poi ci baciammo e fu una grande foto perché le mammelle di mia madre sono grandi ma non siliconate come quelle di Sherry così io e lei eravamo davvero incollati e il mio cazzo, essendo molto più lungo di quello di Dan, pulsava schiacciato contro il suo soffice pancino. Quando mi baciò, mamma chiuse gli occhi e anche quando le nostre bocche si separarono rimase così per qualche secondo. Scattammo moltissime foto e ci divertimmo come due bambini. Quell’esperienza ci stava avvicinando molto e ci sentivamo veramente bene. L’ultima serie di scatti cominciò con me che abbracciavo mamma da dietro. Queste sarebbero state più erotiche e quindi usai il filtro flou. Nella prima foto toccavo appena le sue anche. Ero a circa 30 centimetri da lei con il cazzo teso verso il culo di mia madre. Non era esattamente quella la tenerezza che volevo catturare!
Mi spostai più vicino a lei per nascondere il cazzo all’obbiettivo e la girai leggermente verso la macchina fotografica. Il mio cazzo si ergeva di poco al di sopra del gentile pendio delle chiappe perfette di mia madre ma sapevo che anche così sarebbe stato visibile.
Avvicinai ancora di più il culo di mia madre verso il mio cazzo sperando che questo non uscisse in foto. Mi muovevo un po’ a caso dietro di lei sbattendo spesso il mio cazzo sulle sue natiche.
“Kyle, non colpirmi il sedere con quel mostro! Se scivoli mi ucciderai!” mi stuzzicò mamma.
Ridemmo e le spiegai perché mi muovevo tanto. Come risposta la mia dolce genitrice portò una mano indietro, prese lentamente il mio cazzo e lo guido tra le sue gambe. Quella posizione lo teneva sicuramente lontano dall’obiettivo ma abbastanza vicino alla vagina di mamma da poterne sentire il calore! E poi… ecco, mamma mi aveva preso il cazzo in mano!
Scattammo una serie di foto mentre l’abbracciavo dolcemente, le accarezzavo le guance con le labbra e toccavo i suoi capelli. E lei faceva le fusa come una gattina. La stesi sul letto e lei non fece nulla per opporsi, anzi mi sorrise. Le accarezzai i capezzoli prima dolcemente poi con intensità crescente. Mamma cominciò ad avere il respiro affannoso, poi si lasciò sfuggire un gemito morbido e allargò le sue magnifiche cosce. Mi afferrò li cazzo palpitante e lo guidò all’imboccatura della vagina. Girò il suo viso verso il mio e aprì la bocca sorridente come a invitarmi. Le nostre lingue si amarono freneticamente e si fermarono solo per un’istante, quando la testa del mio cazzo varcò la soglia della bollente fica di mia madre.
“Oooooooohhhh……….”
Mamma si allontanò da me di qualche centimetro facendo uscire il mio pene dalla fessura. Credevo di averla spaventata e che la penetrazione fosse una cosa troppo spinta da essere accettata subito, ma mi sbagliavo. Nei bellissimi occhi di mamma c’era solo felicità e passione. Si inginocchiò lentamente guardandomi fisso negli occhi e prima ancora di capire che intenzioni avesse si era già infilata tutti i 22 centimetri del mio cazzo nelle bocca. Lo prese davvero tutto, con disinvoltura fino in gola! Lo succhiò voracemente come una puttana ninfomane affamata di cazzo. Sentivo la sua lingua saettare con sapienza alla base del glande e mi lubrificava la mazza sputandoci sopra grosse quantità di saliva ogni 20 – 30 secondi. Mamma stava giocando con me come si farebbe con un gattino, prima mi portava quasi a godere e un’istante prima si fermava per prolungarmi il piacere. Finalmente mi consentì di venire ed esplosi tutta la sborra calda nella sua bocca affamata. La quantità di crema era talmente abbondante che non riuscì a mandarla giù tutta e formò dei rivoli ai lati della sua bocca. Alcune gocce le caddero dal mento, mi sorrise e cercò di recuperare e ingoiare tutta la sborra che gli era sfuggita. Si asciugò il mento con un dito e lo tenne davanti alla bocca finché non sentì il rumore dell’autoscatto poi si leccò felicemente l’ultima goccia del mio sperma dal dito.
“Avanti, chiava mamma, fammi vedere quello che sai fare! Sfondami la fica come una troia!”
L’afferai per i fianchi e la distesi sul divano. Affondai la lingua nella sua vagina come non avessimo un domani. La macchina fotografica ormai non poteva più riprenderci. Gli scatti si susseguivano regolari e scandivano inutilmente il tempo che impiegò mia madre a godere, a gridare di gioia. Ero pronto per fottermela ma lei mi prese per mano e mi fece capire di desiderare la camera da letto. Quella notte scopammo per più di due ore. Quando finalmente crollammo uno lelle braccia dell’altra, mamma mi disse ridacchiando:
“E’ tutto a posto, Kyle… Possiamo fermarci quando vogliamo!”
Ridemmo entrambi al ricordo delle nostre sciocche razionalizzazioni.
Alcuni anni dopo Dianne divenne una fotografa professionista. Io sono un agente di cambio, ho 33 anni e mamma 52. E’ ancora una donna bellissima, si è presa cura del suo corpo e gli anni sono stati gentili con lei. Viviamo ancora insieme e siamo innamorati come il primo giorno. Ancora adesso ci dedichiamo alla fotografia: paesaggi, piante, animali e naturalmente mia madre nuda. Molte di queste foto sono anche state pubblicate ma la maggior parte – quelle che la ritraggono mentre fotte con me – non le ha mai viste nessuno.
1 commento
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(voti 18, stelle: 4,83 di 5)
By renato, 19 settembre 2009 @ 22:41
un racconto cadenzato dal montare della passione tra madre e figlio,senza nulla concedere alla volgarità.