Consiglio di classe

Come ad ogni inizio di anno scolastico vengono indette delle assemblee per eleggere i rappresentanti degli alunni e dei genitori per il consiglio di classe.
Dimenticavo di dire che sono separato ma che mi interesso del futuro dei miei figli ora ancora di più di prima.
Il primo anno c’erano presenti parecchi genitori, il secondo parecchi meno e quest’anno soltanto io e la madre di una nuova alunna.
Potete immaginare chi siano per quest’anno i rappresentanti di classe!!!
L’unica nota positiva è che questa signora è quella che si può definire un gran bel pezzo di gnocca!!
Alta quasi 1.80, con una gran massa di capelli rossi che le scendono sulle spalle ad incorniciare un viso veramente bello con due occhi verdi e le labbra ben disegnate, gambe lunghe e tornite sormontate da un mandolino quasi perfetto e, dulcis in fundo, un paio di tette della quarta misura da far resuscitare i morti.
Il corto vestito che indossava inoltre non lasciava nulla all’immaginazione, tanto che i ragazzi che i professori maschi presenti ne furono parecchio turbati, anch’io naturalmente!!!
Terminata la riunione, visto che eravamo stati eletti “all’unanimità”, ci fermammo fuori dalla scuola a parlare per alcuni minuti.
In questo modo venni a sapere che si era trasferita in città con la famiglia da alcune settimane e che non conosceva nessuno e tantomeno le strade.
Mi accorsi inoltre, dall’alto della mia grande esperienza di trombatore figlio di puttana, che non le ero completamente indifferente.
Infatti mentre parlava continuava ad accarezzarsi e sistemarsi i capelli protendendo nel contempo il petto in avanti in muta offerta.
D’altra parte neppure io sono da buttare, nonostante i miei 47 anni mi difendo molto bene, alto 1,85 per 90 kg fisico asciutto e labbra da maschio sensuale, occhi scuri e penetranti.
Presi comunque la palla al balzo offrendomi di accompagnarla a casa.
Non ci pensò un attimo ed accettò con piacere.
Durante il tragitto ci scambiammo i numeri di telefono, considerato che eravamo rappresentanti di classe, disse lei con un pizzico di ironia.
Giunti sotto casa sua parcheggiai poco distante e…….mi girai versi di lei e la baciai.
^O la va o la spacca ^ pensai.
E andò, Elena, questo è il suo nome, rispose al bacio con trasporto insinuando la sua lingua nella mia bocca.
Ci baciammo a lungo e, mentre le mie mani vagavano su quel corpo statuario soffermandosi soprattutto sui seni, lei in men che non si dica mi tirò fuori il cazzo che, nel frattempo era diventato duro come una sbarra d’acciaio.
“Mmmh…che bel cazzone” mugolò, poi, prima che potessi dire o fare qualsiasi cosa, scese a leccarmi il glande e poi sempre più giù fino ai coglioni gonfi, per poi risalire ed abboccare completamente la cappella ingoiando una buona parte dell’asta.
Cominciò uno dei pompini più succulenti che mi avessero mai fatto, con perizia ma anche con foga quasi fosse parecchio che non sentiva un cazzo in bocca.
L’eccitazione prese il sopravvento e dopo pochi minuti le annunciai che stavo per venire.
“Sborra bello….sborrami in bocca” sussurrò togliendosi per un attimo il cazzone dalla bocca per poi continuare a pompare.
Sentivo il piacere crescere nei lombi e non mi trattenni più.
“Aaaah…sborro…..ti riempio…..siiii”
I primi schizzi le arrivarono direttamente in gola e li ingoiò immediatamente senza fatica, poi mentre mi teneva la cappella tra le labbra mi svuotai sulla sua lingua.
Mi ripulì completamente poi aprì la bocca per farmela vedere piena di nettare e quindi lo ingoiò facendo schioccare la lingua come se avesse gustato chissà quale prelibata pietanza.
Rimasi a bocca aperta. ^Cazzo che grandissima troia, mai vista una così ^ pensai.
Elena si ricompose.
“Ora devo andare……è tardi, mio marito è già tornato ho visto la sua macchina…..ho il tuo numero…ti chiamo presto……vorrei finire quello che abbiamo iniziato…ti pare?”
Mi baciò ancora, scese dalla macchina e sparì nel portone di casa.
All’inizio mi era sembrato di aver fatto la prima mossa ma poi a pensarci bene il gioco,e che gioco, l’aveva condotto lei ed io avevo fatto la parte del comprimario.
Comunque mi andava bene anche così, era parecchio che non mi facevano un pompino così gustoso e poi c’era la promessa di rivederci.
Così fu, non passarono che pochi giorni e ricevetti una sua telefonata.
“Ciao Davide sono…”
“Ciao Elena come stai?”
“Bene grazie e tu?”
“Benissimo….ora” risposi galante
“Senti….io ho ripensato all’altra sera….e…”
^Ci avrei scommesso si è pentita ^ pensai tra me
“E? Sei pentita?”
“Pentita? Scherzi? No no…volevo chiederti se ti andava di rivederci….sai….per conoscerci meglio….mio marito è in viaggio d’affari….”
“Ti va bene domani sera a cena? Ti passo a prendere verso le 21.00” accelerai
“Perfetto allora a domani…….caro”
L’indomani alle 21.00 spaccate ero davanti al suo portone.
Quando varcò il portone di casa mi sembrò ancora più bella di quanto la ricordassi, fasciata in un abito da sera scollato, che rivelava l’assenza di reggiseno, con uno spacco laterale vertiginoso dal quale usciva una gamba perfetta fasciata da una calza, che scoprii poco dopo essere un’autoreggente, ed un paio di scarpe col tacco a spillo.
La folta chioma rossa raccolta in uno chignon, il trucco e le labbra disegnate dal rossetto le davano l’aspetto di una femme fatale.
A dire la verità le sarei saltato addosso immediatamente visto che il mio cazzo si era già messo sull’attenti ma decisi di prolungare “l’agonia” ed andare a cena però, non dove avevo pensato, ma nel ristorante di un club privato dove ero socio da diverso tempo.
L’aria peccaminosa che si respirava all’interno di quel locale avrebbe sicuramente contribuito a farle perdere ogni inibizione, sempre che ne avesse!!!
Dopo aver parcheggiato, con galanteria le aprii la portiera e la aiutai a scendere, la vista delle sue bellissime cosce velate dalle autoreggenti non facilitò sicuramente la mia salivazione.
Camminammo per un breve tratto e lei mi si abbarbicò addosso proprio come fossimo due fidanzatini.
Entrammo nel locale ed il padrone ci venne incontro
“Buona sera Davide…buona sera signora…..”
“Elena piacere” rispose la mia bella compagna
“E’ un vero piacere avere nel nostro locale una così bella donna” disse galante mentre ci accompagnava al nostro tavolo.
“Spero che la cena e lo spettacolo siano di vostro gradimento”
Ci sedemmo al tavolo l’una di fianco all’altra con le sue gambe aderenti alle mie.
Ci portarono la cena ma facemmo poco onore al cibo perché le nostre mani e le bocche era no molto più impegnate in baci e carezze molto intime tanto che ben presto mi trovai con la mano che le frugava la figa appena velata da un minuscolo string e lei che mi masturbava il cazzone che aveva tirato fuori dai pantaloni.
Mentre tra noi accadevano queste cose sul palco si susseguivano stupende fanciulle che si esibivano in danze e spogliarelli mozzafiato che non facevano che aumentare la nostra libido.
Più di una volta Elena aveva commentato sui corpi delle ragazze.
“Faresti un figurone sul palco, sei una donna splendida!!”
“Ti piacerebbe se lo facessi?” mi rispose con aria maliziosa.
“Moltissimo!!”
Elena si alzò ed andò a parlare col proprietario del locale poi sparì dietro di lui.
Ad un tratto venne annunciata una nuova ragazza che si esibiva per il suo uomo.
Apparve Elena che cominciò una danza molto sensuale e pian piano cominciò a spogliarsi con movimenti studiati e lascivi quasi non avesse fatto altro in vita sua.
Dagli altri avventori cominciavano a sollevarsi dei brusii di apprezzamento ed anche qualche avances ma Elena guardava solo me.
Quando fu completamente nuda un lungo applauso fu la naturale conclusione dello spettacolo che però non era finito lì.
La bella rossa con un cenno mi invitò sul palco.
Davanti a tutti cominciammo a ballare lei nuda io vestito.
“Ora scopiamo davanti a tutti……ho voglia di fare la porca” mi sussurrò all’orecchio
Lentamente Elena cominciò a spogliarmi poi si accucciò tra le mie gambe e, tiratomi fuori il cazzo che ormai era diventato una sbarra d’acciaio, cominciò a spompinarmi davanti a tutti.
Guardandomi negli occhi mi prendeva il cazzo in bocca ingoiandolo quasi completamente per poi sfilarselo e riprendere con la lingua lungo l’asta fino ai coglioni gonfi per poi risalire e riprenderlo tutto in bocca.
Eravamo su un palco davanti a decine di persone ma mi sembrava di essere solo con lei che non esistesse nessuno tranne lei.
Terminai di spogliarmi e la presi tra le braccia baciandola con foga poi, come per magia, apparve sul palco un letto.
L’adagiai supina e mi dedicai al suo splendido seno, succhiando e masturbando con le dita i grossi capezzoli induriti strappandole gemiti di piacere.
Nel frattempo il letto aveva cominciato a girare lentamente e gli spettatori, uomini e donne si erano notevolmente avvicinati per vedere meglio.
Comunque continuai la mia esplorazione di quello splendido corpo fino ad arrivare alla sua figa velata da un bel cespuglio di peli rosso fuoco.
Avvicinai le mie labbra al suo clitoride che si ergeva tra le labbra umide come un piccolo cazzo e cominciai a leccarlo e succhiarlo imitando i gesti del pompino, poi scesi tra le sue cosce spalancate ed immersi la lingua nella sua figa rorida di umori.
“Aaaaah….siiiii….leccami……siii…..dai…..dentro….di più……aaaah….dai che vengo!!”
Fu un attimo ed Elena si sciolse in un possente orgasmo che la scosse tutta.
“Scopami ora…dammi il cazzo…..mettimelo tutto dentro….daiii”
Non mi feci certo pregare ed affondai il mio cazzone nella sua figona bagnata, che lo accolse aprendosi tutta ad aderendo come un guanto, sembrava fatta apposta per il mio cazzo!!
Cominciai a scoparla con colpi veloci e cadenzati facendo forza sulle braccia come se facessi delle flessioni per dar modo agli spettatori di vedere bene come la scopavo, la mia vena esibizionista aveva preso il sopravvento.
“Si….si…si…..dai….cosi….scopa…..scopa…….aaaah…..mmmmmh…..dai…daiiiii”
Accelerai il ritmo fino a che arrivammo entrambi all’orgasmo.
“Sborrooo….vengooo…siiii…..aaaaah…sborooooo!!”
“Dai riempimi……siii……..sborrami tutta……..daiii…..godooo!!”
Estrassi il cazzo e le sborrai sulla pancia, sulle tette ed alcuni fiotti le arrivarono perfino sul viso che lei si affrettò a leccare.
Ma non era finita perché il mio cazzo non si era neppure ammosciato e poi volevo a tutti i costi romperle quel bellissimo culo, e glielo dissi.
Per tutta risposta non fece altro che girarsi, mettersi a pecorina ed aprirsi le chiappe con le mani.
“Inculami!!” disse a voce molto alta come se volesse farsi sentire da tutti.
Anche in questo caso non mi feci pregare e, dopo aver abbondantemente lubrificato quel buchino invitante con un paio di sputi, appoggiai la cappella e spinsi.
Meraviglioso, fu meraviglioso violare quel culo, lo sfintere oppose una leggera resistenza che aumentò la libido di entrambi poi, una volta entrata la cappella, affondai come un coltello rovente in un panetto di burro.
In sala ci fu un’ovazione da parte del pubblico che nel frattempo, eccitato dai nostri giochi, aveva dato vita ad una serie di scopate estemporanee che avevano trasformato la sala in un bordello.
Cominciai a scoparla in culo facendo seguire ad una serie di pompate vigorose una serie di affondi più lenti.
“Aaaah….mmmh…..siii…..cazzo….siiiii…..mmmh…si……..dai….ancora………………..più forte…dai rompimi” Elena era in preda ad una serie di orgasmi anali e vaginali che si susseguivano senza soluzione di continuità.
Spingeva indietro il culo venendo incontro ai miei affondi mentre i miei coglioni sbattevano sulla sua figa.
Andammo avanti a lungo finché la abbracciai da dietro e, facendo perno sulla mia gamba destra la rovesciai su un fianco e poi sopra di me a smorza candela.
Elena apprezzò moltissimo e cominciò a cavalcarmi come una provetta amazzone col cazzone ben piantato nel culo.
Infine non riuscii più a trattenermi e sborrai.
“Vengo…..Elena vengo……sborroooo” le urlai per avvertirla che si sfilasse ma lei si affondò il cazzo fino in fondo al culo.
“Sborrami dentro……fammela sentire tutta….riempimi il culo!!!”
Le riempii il buco con un litro di sborra bollente e quando finalmente appagato il mio cazzo cominciò a riprendere la sue dimensioni normali dal suo culo usci un rivolo di sborra che mi riempì la pancia.
Fa una serata indimenticabile per entrambi, rivedo spesso la mia bella Elena e tra noi sono sempre scintille ma mai come quella prima incredibile sera.
A questo punto mi permetto di suggerire una cosa.
ANDATE AI CONSIGLI DI CLASSE!!! NON SI SA MAI!!

Sono graditi suggerimenti, commenti e critiche
fanserver07@gmail.com

Bull di mia suocera

Ho conosciuto Giorgia nella palestra dove lavoro come personal trainer quattro anni fa.
Allora, come oggi, Giorgia era una donna splendida, 40 anni ma con un fisico statuario e ben modellato, da giovane aveva fatto parecchio sport ed anche dopo non aveva mai abbandonato la palestra.
Alta 1.73, mora con lunghi capelli mossi, occhi scuri, penetranti, labbra carnose ed una chiosa di denti perfetta.
Il suo punto di forza era il seno, non eccessivo ma una bella terza piena e soda ed infine un bel culo, insomma Giorgia era quello che normalmente si definisce una gran bella donna.
Inoltre vestiva sempre in modo sexy ma raffinato, mai volgare, un modo di vestire che metteva in risalto le sue forme perfette e che faceva girare la testa a uomini e donne.
Ebbi la fortuna di essere il suo allenatore e quindi di conoscerla più a fondo, i nostri rapporti si fecero sempre più cordiali e passammo ben presto dal Lei al più informale tu.
Quella donna mi piaceva e molto e mi resi conto che anche io non le ero del tutto indifferente.
Non faccio per vantarmi ma anche io non sono per nulla male, 1.85, moro occhi azzurri mascella squadrata, fisico scolpito senza esagerazione.
Era sposata ma non parlava mai del marito o di eventuali figli, le piaceva discutere con me di molte altre cose dai libri, al cinema, allo sport.
Si instaurò così una certa complicità che mi permise di invitarla una sera a cenare con me.
L’avevo buttata lì quasi temendo una reazione negativa ed invece la sua risposta fu entusiasticamente positiva.
Mi diede appuntamento per la sera in un noto ristorante.
^^Mi costerà una fortuna^^ mi dissi ma ne valeva la pena.
Quasi un’ora prima dell’appuntamento ero già li davanti al locale e quando arrivò con un po’ di ritardo, come si conviene ad una bella donna, rimasi senza fiato.
Indossava un abito da sera appena sopra il ginocchio, tipo sottoveste, con le spalline ed un’ampia scollatura dalla quale si intravedeva una porzione quasi indecente dello splendido seno sorretto da un reggiseno a balconcino sicuramente più piccolo del dovuto che lo metteva in risalto.
Un paio di calze ed un paio di decolletè col tacco a spillo.
“Ciao Davide….è molto che aspetti?”
“Qualche minuto!!” mentii.
“Vogliamo andare?” disse prendendomi sottobraccio e facendomi sentire sul bicipite la consistenza del suo seno
Cenammo parlando del più e del meno ma si capiva che la tensione erotica tra noi era molto alta.
Sempre più spesso rideva gettando la testa all’indietro facendo ondeggiare i capelli e mostrando il collo.
Segni inequivocabili!!!
Al termine della cena chiesi il conto ed il cameriere con un sorriso mi disse che era tutto a posto e che ci invitava a tornare.
Ero confuso ma il sorriso di Giorgia mi tolse il pensiero
Passeggiammo un poco ed il suo braccio mi cinse la vita.
L’attirai a me e la baciai.
Le mie labbra incontrarono le sue.
Ricambiò il bacio ponendo una lieve ma sensuale resistenza ma poi le labbra si schiusero accogliendo le mia lingua esploratrice.
Ero eccitato e felice come un ragazzino al suo primo appuntamento.
Ci baciammo a lungo con passione ma quella sera fu tutto.
L’accompagnai alla sua macchina e ci baciammo di nuovo.
“Ci vediamo domani in palestra….ciao!!”
“Ciao!”
Avevo creduto di essere riuscito a farla cedere ma mi sbagliavo, era più dura del previsto.
Un’altra occasione si presentò qualche giorno dopo.
La direzione aveva organizzato una festa latino/americana e tutti clienti ed operatori erano invitati.
“Giorgia!…verrai alla festa?”
“Certo…adoro il ballo latino/americano……..non me la perderei mai!!”
“Ci vediamo li allora!!”
“Contaci!” mi disse dandomi un bacio sulle labbra facendomi sentire la sua lingua guizzante per poi sparire.
La festa era stata ben organizzata ed erano state invitate due coppie di ballerini professionisti per intrattenere gli ospiti.
Giorgia arrivò con suo marito, un ometto più basso di lei e di parecchi anni più anziano.
Vederla arrivare in sua compagnia mi riempì di gelosia, eppure non era ancora accaduto nulla di importante tra noi.
Inoltre si era vestita in modo molto provocante, in previsione dei balli latini aveva indossato una corta gonnellina che praticamente copriva a malapena il suo bel didietro ed una camicetta allacciata sotto il seno.
Si accomodarono ad un tavolo vicino al mio e lei mi fece un cenno di saluto che ricambiai e poi iniziò a parlare col marito che ogni tanto guardava nella mia direzione.
^^ Non è che sospetta qualcosa?……magari è un boss della mala e me la fa pagare !!^^ pensieri magari stupidi ma che ho fatto allora.
Poi iniziarono le danze, prima si esibirono i ballerini per poi coinvolgere anche gli altri.
Uno di questi invitò Giorgia che subito accettò l’invito lanciandomi uno sguardo che sembrava di rimprovero.
Come a dirmi ^^ Perché non sei venuto tu ad invitarmi^^
La vidi ballare tra le braccia del ballerino esperto che la guidava in una lambada molto sensuale.
A quel punto mi precipitai in pista strappandola letteralmente tra le braccia del giovane ballerino.
“Finalmente…credevo non venissi più!!” mi rimproverò ma con un sorriso
“Temevo….temevo tuo marito!!”
Si mise a ridere di gusto
“Mio marito?……è ben contento che ci sia qualcuno a farmi divertire…….!”
Lasciò la frase a metà ma densa di significato.
Anche io ero un discreto ballerino ed iniziai a danzare con lei tenendola sempre più stretta fino ad arrivare a farle sentire tutta l’esuberanza dei miei 25 anni e dei miei 22 cm .
Rimase incollata a me come una cozza allo scoglio godendosi i movimenti sensuali del ballo fino a che la musica cessò.
Restammo comunque incollati l’uno all’altra per alcuni secondi che mi parvero un’eternità, poi la lasciai tornare dal marito.
Poi la vidi tornare verso di me.
“Vieni….ti presento Giacomo!!”
“Ma…ma!!” balbettai
“Non temere è tutto a posto…vuole parlarti!!”
^^ Vuole parlarmi…e di che ^^ pensai
“Giacomo ti presento Davide…..Davide….Giacomo mio marito!!”
“Piacere…..!!” balbettai
“Piacere mio….si accomodi la prego!!” mi disse stringendomi la mano.
Mi sedetti al tavolo poi Giorgia si alzò improvvisamente.
“Mi assento un attimo….intanto avrete da parlare!!”
Continuavo a non capire ero teso e nervoso.
La guardai allontanarsi ammirando i movimenti sinuosi del suo bel corpo e mi accorsi degli sguardi concupiscenti degli uomini e invidiosi delle donne presenti.
“bella donna…..non trova!!”
“Stupenda!!” risposi senza pensare “…cioè…scusi!”
“Io e Giorgia ci amiamo molto….” iniziò ed io pensai ^^ecco adesso mi dice di lasciarla in pace ^^
“….non sono mai riuscito a soddisfarla completamente……..ma nonostante ciò non mi ha mai tradito….!”
“E’ un uomo fortunato!!” sorrise
“Ora però mi rendo conto che, col passare degli anni non sono più…….all’altezza…mi capisce?!!”
“C….credo di si!” in realtà non riuscivo ancora a capire dove volesse andare a parare.
“Per quello l’ho incoraggiata ad incontrarla a cena!!”
“C…cosa…lei…lei sapeva!!”
“Giorgia non mi nasconde nulla!!”
“Io…io…no….!!” Balbettavo
“Non si agiti…ripeto l’ho incoraggiata io….voglio che si trovi un amante!!”
Ero come paralizzato, una cosa simile non mi era mai capitata, un marito che la bella moglie avesse un amante, e le sorprese non erano finite.
“Le piace mia moglie?”
Mentre mi faceva questa domanda la vidi apparire in fondo alla sala dirigersi verso il bar.
“Si…molto!!” risposi.
“Anche lei le piace…molto….vorrei che diventasse il suo amante!!”
Restai di sasso.
“Ma ad una sola condizione!”
“Quale?”
“oltre al massimo rispetto nei confronti di Giorgia……..potrete fare ciò che più vi aggrada ma quando farete l’amore voglio essere presente!!”
“Se la sente?”
Lo guardai perplesso ma poi lo sguardo ritornò su quella meravigliosa donna che si avvicinava.
“Si!” risposi
“Bene allora è tutto a posto….la lascio in compagnia di Giorgia!!”
Si alzò e mi strinse la mano poi si avvicinò alla moglie baciandola teneramente sussurrandole qualche parola all’orecchio.
Vidi il sorriso illuminare il suo volto poi quasi mi corse incontro.
Trascorremmo ancora qualche piacevole momento alla festa, ma entrambi eravamo impazienti come bambini.
“Andiamo…..Giacomo ci aspetta!!”
Avevo accettato la condizione ma non ero sicuro che sarei stato all’altezze ed ero titubante.
Giorgia appena fuori mi baciò cercando subito la mia lingua mentre con le mani cercava il mio membro.
Tutte le paure svanirono d’incanto.
In un baleno arrivammo in un appartamentino appena fuori città.
Entrammo abbracciati continuando a baciarci e toccarci.
Non mi accorsi neppure della presenza del marito seduto su una poltrona di fianco al grande letto matrimoniale.
Lentamente iniziai a spogliarla, con lo stesso atteggiamento di un bambino che scarta il regalo di natale più ambito, baciando ogni lembo di quella splendida pelle.
Mi soffermai a lungo sui capezzoli duri come ciliegie mature.
“Mmmmmmhhh…siii….aaah….siiiii!!” gemeva Giorgia
Lasciai a malincuore quelle splendide colline di carne scendendo verso l’ombellico ed infine al monte di venere appena velato da un curatissimo triangolino di vello nero.
Giorgia spalancò le gambe e così potei ammirare la sua figa lucida di umori.
Affondai la lingua tra le grandi labbra cominciando a leccarla con passione.
“Siiii…..sii…ancora…leccami…sii…dai…dai…vengo…vengoooo!!”
Il suo corpo cominciò a sussultare come scosso da una scarica elettrica e dalla figa cominciarono a colare abbondantissimi i sui succhi che leccai avidamente.
Mi prese la testa tra le mani premendola contro la figa.
“Godo….Davide…godoooo!!!”
Continuai a leccarla finché gli spasimi dell’orgasmo si attenuarono e risalii verso il seno e la sua bocca per baciarla.
Fu un bacio selvaggio pieno di furore erotico ed a quel punto fu lei che iniziò a scorrere con la lingua il mio corpo fino a raggiungere il mio cazzo ormai durissimo.
Lo prese in mano iniziando una lenta sega e poi cominciò a leccare la cappella tutt’attorno alternando a piccoli baci per poi scendere versi i coglioni gonfi di borra leccandoli e succhiandoli alternativamente.
Infine apri la bocca per accogliere il cazzo.
“OOOOhh…siiiiii…..siii…….mmmh..che bocca….siiiiii!!”
Cominciò a succhiare e pompare, leccando ed insalivando cercando di ingoiare più cazzo possibile, in fondo sempre più in fondo.
Sentivo l’orgasmo montare come una marea inarrestabile.
“Godo….Giorgia…vengo….sborro….sboroooo!!” venni inondandole la gola di sperma bollente che ingoiò senza apparente fatica, senza mai smettere di succhiare e segare il mio cazzone.
“Prendimi ora……..scopami…fammi godere!!”
Non me lo feci ripetere due volte, le allargai le gambe ed appoggiai la cappella all’entrata della sua figa iniziando a spingere lentamente.
Mi sembrava di entrare in un tunnel di lava bollente.
Affondai il mio cazzo fino in fondo e poi cominciai un lento su e giù, con movimenti lenti e studiati.
“Aaaaahhh…..siii….sii…così..così…….ancora godo….vengo……..vengoooo!!”
Fu il primo di una lunga serie di orgasmi che la squassarono, poi dopo un tempo infinito venne anche il mio turno.
“Vengo Giorgia….sto per sborrare……vengo…!”
Non sapevo se potevo venirle dentro e quindi decisi di ritirarmi ma lei mi agganciò le reni con le gambe impedendomi ogni movimento.
“Godo….vengo….sboroooooo!!” con un urlo le riempii l’utero di sborra bollente e lei venne un’ultima volta assieme a me.
Mi accasciai ansimante sul suo splendido corpo madido di sudore e solo in quel momento mi ricordai del marito.
Mi girai verso la poltrona e lui mi sorrise.
Da allora la nostra storia continuò lei sempre felicemente sposata ed io felicemente il suo amante.
Ognuno faceva la sua vita ma un paio di volte a settimana ci incontravamo, uscivamo a cena o al cinema e poi rientravamo nell’appartamentino dove ci aspettava il marito e lì scopavamo come animali, le presi anche il bellissimo culo che fino ad allora non aveva mai concesso.
Dopo circa un anno, una sera, ero stato invitato ad una festa di compleanno di un mio amico e Giorgia aveva preferito non accompagnarmi.
Alla festa, in una discoteca, c’erano un gran numero di persone e, soprattutto, di belle ragazze ma una in particolare attirò la mia attenzione.
Era alta e slanciata, coi capelli neri come l’ebano, lunghi sulle spalle, due occhi da cerbiatta con le lunghe ciglia, il corpo era uno splendore, due seni piccoli ma si intuiva, sotto la maglietta attillata, molto sodi e coi capezzoli turgidi ed infine un bel culetto a mandolino alto e sodo ben modellato dai jeans a vita bassa.
Più di una volta incrociammo gli sguardi finché Marco, il festeggiato, che mi conosceva bene e che aveva capito il mio interesse per la ragazza, me la presentò.
“Ciao Patrizia….posso presentarti Davide?”
“Ciao!” rispose guardandomi dritto negli occhi e stringendomi la mano con una forte stretta.
“Ciao Patrizia…posso offrirti qualcosa da bere?”
“Volentieri!!”
Inutile dire che trascorsi la serata in sua compagnia dimentichi entrambi di tutti gli altri, aveva 18 anni ed era tornata da un viaggio in Inghilterra da poco.
Mi ero innamorato!!!
L’accompagnai a casa e li davanti al portone la baciai.
Rispose al bacio con trasporto.
“Credevo non lo facessi più!!” mi disse staccandosi un attimo per poi ricominciare a baciarmi.
“E’ tardi……..ci vediamo domani?” mi disse staccandosi definitivamente
“Si……..ma come faccio……!
“Questo è il mio numero….ciao Davide!!” mi allungò un bigliettino e poi scomparve nel portone.
Non riuscii a dormire quella notte ripensando a quella splendida creatura che aveva fatto la sua comparsa nella mia vita, per un po’ mi dimenticai anche di Giorgia.
L’indomani telefonai subito a Patrizia.
“Ciao…sono..!”
“Ciao Davide….ce ne hai messo di tempo….!!” erano le 9 del mattino!!
Ci accordammo per vederci nel pomeriggio.
Appena ci incontrammo cominciammo subito a baciarci e poi lei mi propose di andare a casa mia.
Appena entrati in casa mi saltò letteralmente addosso baciandomi mentre con la mano cercava il mio sesso già inturgidito.
In un attimo fummo completamente nudi.
La feci sdraiare sul letto e restai a guardarla estasiato.
Il suo seno perfetto, il suo ventre piatto il triangolo di pelo nero!!
Iniziai a leccarla tuta dal collo fino ai capezzoli sensibilissimi ed infine alla sua fighetta completamente fradicia.
La succhiai e leccai finché mi regalò il suo primo orgasmo.
“Vengo….sii….leccami….ooooh…si…vengooo!!”
Mi strinse la testa con entrambe le mani ed io ricordai la prima volta con Giorgia.
Continuai comunque a leccarla raggiungendo anche il suo buchetto del culo facendola fremere.
“Prendimi….fammi tua…scopami…voglio che sia tu il primo!!”
“Sei sicura…….!!”
“Scopami!!”
La baciai a lungo mentre strofinavo la cappella sulle sue grandi labbra che grondavano poi lentamente iniziai a spingerlo dentro di lei.
Quando sentii l’imene fare resistenza mi fermai un attimo ma lei con un colpo di reni si penetrò da sola con un lungo gemito.
“Mmmmmmmhhhhh!!”
Entrai come una lama nel burro, tutto, fino in fondo fermandomi perché si abituasse alla grossa intrusione.
Mi strinse le gambe attorno alla vita.
“Siiii……..siiiii…!”
Iniziai a muovermi lentamente estraendo il cazzo per poi affondarlo di nuovo con un movimento lento e cadenzato.
Intanto lei muoveva il bacino all’unisono venendo incontro ai miei affondi ansimando sempre più forte finché iniziò ad urlare tutto il suo godimento.
“Godo……vengo…..amore scopami….godo…..godoooo!!”
“Si amore vieni……..sentilo tutto…prendilo….ti amo….ti amooo!!”
“Si anch’io ti amo…dai più forte …ancora di più…….dai fottimi….scopami……..sono la tua puttana!!”
Sentire quelle parole oscene uscire dalla sua bocca mi fecero aumentare l’adrenalina ed iniziai a scoparla sempre più forte affondando con violenza nella sua vagina bollente.
“prendilo troia….prendilo tutto………ti scopo tutta!!”
“Dai….porco….sbattimi………..oooohhh…godo…vengo ancora……siiii!!”
Ebbe un orgasmo incredibile e poi un altro ed un altro ancora ed alla fine esplosi dentro di lei inondandola completamente.
Vengo piccola….siii…amore…..troia mia…siii sborro….sboroooooo!!”
Continuammo a scopare per tutto il pomeriggio mai domi.
Iniziò così un periodo incredibile durante il quale mi dividevo tra il mio amore Patrizia e la mia amante Giorgia.
Io e patty eravamo innamoratissimi e già pensavamo al matrimonio.
Dopo circa un anno lei decise che era giunto il momento di farmi conoscere i suoi genitori ai quali aveva gia parlato di me.
Accettai con piacere anche perché ero proprio innamorato pazzo di Patrizia.
Andai quindi all’appuntamento a casa sua con uno splendido mazzo di fiori per la madre ed una bottiglia di Champagne per il padre.
Non potete immaginare quale fu la mia sorpresa quando alla porta venne ad aprirmi Giacomo il marito di Giorgia.
Ci guardammo un momento e poi lui sorrise e mi fece entrare.
In salotto c’erano entrambe le donne della mia vita, patrizia e sua madre Giorgia che mi sorridevano.
Patrizia volò verso di me abbracciandomi e baciandomi mentre io ero ancora lì, coi fiori e la bottiglia in mano incapace di proferire parola.
Poi mi ripresi consegnando i doni che furono molto graditi
Poi fu Giorgia a parlare.
“Vieni Davide……..Patty ci ha parlato molto di te….siamo felici per voi…siete una bella coppia…….siamo favorevoli al vostro matrimonio!!”
Ero ancora frastornato.
“Ne sono felice….amo molto vostra figlia…..!”
“Lo sappiamo…….lo sappiamo!!” sorrise Giacomo “Anche lei ti ama…..ed anche noi!!”
Quest’ultima frase mi lasciò interdetto.
Con una scusa poi allontanò la figlia.
“Sposerai Patty ma……..noi continueremo a vederci…..lei non sa nulla e mai dovrà saperlo ma io non posso rinunciare a te!” mi disse Giorgia.
“Ci vedremo una sola volta a settimana sempre al solito posto, patrizia non lo conosce!!”
Non potei che annuire sempre più confuso.
Pensandoci bene la cosa aveva il suo fascino perverso, potevo avere contemporaneamente la bella madre e la splendida figlia anche se non assieme in più col consenso del marito e padre!!!
Sono trascorsi due anni, Patrizia è incinta del nostro primo figlio ed inevitabilmente abbiamo diradato un po’ i nostri rapporti sessuali a vantaggio della madre.

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Cazzo nero troia bianca

Salve a tutti, mi chiamo Mamadou, sono originario del Senegal dal quale sono emigrato sette anni fa, ho 32 anni e, al mio paese, sono laureato in architettura, sono alto 1.85 con un fisico possente e tonico.
Ovviamente la mia laurea qui non vale un granché per cui sono stato costretto, per sopravvivere ad accettare di fare il manovale in una ditta di costruzioni.
Questo però mi ha dato la possibilità di imparare bene il mestiere e, successivamente, di mettermi in proprio e costituire, assieme ad un mio compaesano, una ditta di ristrutturazioni di appartamenti con progettazione ed attuazione del lavoro a prezzi concorrenziali.
Qualche giorno fa io ed il mio socio Hamed ci siamo recati nell’appartamento di un’anziana signora a cui dovevamo ristrutturare il bagno.
Ad accoglierci, anziché la signora, c’era la figlia, una bella donna sui 40 anni piuttosto formosa, due belle tettone messe in evidenza da un reggiseno a balconcino nero che si intravedeva sotto la camicetta semiaperta, ed un culo che si intuiva sodo sotto la gonna corta.
“Buon giorno….prego accomodatevi……..vi preparo un caffè prima di iniziare?”
“Volentieri grazie!!” risposi mentre la donna si spostava di lato per farci passare.
Poiché la porta non era molto grande fummo costretti a metterci di lato ed inevitabilmente a strusciarci sulle sue tettone.
Appoggiammo gli attrezzi e ci fece strada in cucina dove la macchina del caffè era già sul fuoco.
La signora, quando il caffè fu pronto, ci servì facendo in modo di mostrare il seno più di quanto fosse lecito e cominciò a civettare col mio amico Hamed.
Hamed ha un paio d’anni meno di me ed un fisico molto simile al mio ma è sicuramente più affabile e socievole di me e cominciò a scherzare con la bella signora facendo allusioni e accenni sempre meno velati sul sesso e sulle capacità amatorie degli uomini di colore.
Ovviamente la signora stette al gioco ed anzi sembrava che non aspettasse altro.
Il clima si stava lentamente surriscaldando e ad un tratto ci trovammo coinvolti in una disputa, inizialmente scherzosa, sulle dimensioni dei nostri cazzi.
Devo dire che sia io che Hamed siamo forniti di attributi di tutto rispetto anzi direi abbondantemente sopra la media.
La signora, senza alcun imbarazzo, ci invitò a mostrarle i nostri cazzi perché diceva di non credere che fossero così grossi.
Inizialmente tentai di dissuadere Hamed dall’accontentare la signora ma poi. viste le sue insistenze e visto che la troiona aveva cominciato a slacciare i bottoni della sua camicia mostrandoci le sue grosse tette quasi nude. anch’io mi convinsi ed entrambi ci togliemmo calzoni e mutande sbandierando i nostri cazzoni.
“Mmmmh….che cazzi………!!” sospirò la troia cominciando a leccarsi le labbra.
“Sarebbe un peccato non assaggiarli!!” e così dicendo si fiondò sul cazzo di Hamed prendendoglielo subito in bocca.
La signora si rivelò subito una gran pompinara, infatti in un baleno portò il cazzo alla massima erezione per poi dedicarsi al mio.
Ben presto si trovò con due cazzi di 25 e 28 centimetri che spompinava a turno mugolando come una troia in calore.
Poi la signora si spogliò completamente invitandoci a seguirla in camera da letto.
“Adesso mi scopate….voglio i vostri cazzoni nella figa…….dai bei cazzoni sbattetemi come una troia!!”
“Dove te lo sbattiamo lo decidiamo noi…..vero Hamed!!” dissi ormai completamente partito, nel sesso mi piace essere un po’ violento, comandare e non essere comandato.
La feci girare alla pecorina e le assestai due ceffoni sulle chiappe sode.
“Se lo vuoi nella figa prima lo devi pigliare in culo…….e quando te lo avremo allargato per bene forse ti scoperemo quella figona da troia!!”
“Siii…sono la vostra troia……rompetemi il culo…….siii…..fatemi godere coi vostri cazzoni!!”
A quel punto le sputai sul buco del culo per lubrificarlo e poi appoggiai la mia grossa cappella cominciando a spingere mentre Hamed le metteva nuovamente i suoi 28 centimetri di cazzo in bocca.
IL mio cazzo è più corto ma sicuramente più largo del suo ed ebbi non poche difficoltà a spingerlo nel buco della puttana.
Sicuramente però la vaccona non era digiuna di cazzo in culo e dopo una naturale resistenza dello sfintere il cazzo le scivolò dentro fino ai coglioni con relativa facilità.
“Aaaah…….aaaah……..oooohhh….siii….mi spacchi…….mmmmh….slurp…succ……….siii……cazzo che bello!!”
“Zitta troia……continua a succhiare……..dai che ti rompiamo il culo…..vedrai che poi gli altri cazzi ti balleranno dentro…ah…ah..ah!!” le disse Hamed che la teneva saldamente per le orecchie e le dava il ritmo del pompino.
Cominciai a cavalcarla con colpi lunghi e profondi, sfilando quasi completamente il cazzo per poi affondarlo fino alle palle.
Poi lo sfilai completamente.
“Guarda Hamed…..guarda che buco….sembra una galleria……..mi sa che ce ne stanno anche due o tre in questo buco da vacca!!”
Infatti il culo della troia era rimasto completamente aperto, sembrava l’entrata della galleria del monte bianco.
“Mettiti sotto e falla impalare col culo….poi vediamo di metterci anche il mio!!” rispose Hamed
Mi sdraiai sul letto e costrinsi la troiona a sedersi col culo sul mio cazzo poi l’attirai a me schiacciandole le tettone sul mio petto.
“Dai Hamed……mettiglielo dentro…..spacchiamole il culo!!” urlai mentre la tenevo strettamente a me.
Hamed si mise dietro e, dopo averle sputato nuovamente sul culo già pieno del mio cazzo, appoggiò la cappella e cominciò a spingere.
“Aaaah……………….mi rompete………………noooo……………..…noooo…….aaaahhh……..siii….dai che entra….siiiiii…..cazzo……..siiii…..due cazzoni in culooooo!!”
La troia prima cercò di divincolarsi e poi cominciò a spingere come se dovesse cagare per favorire l’entrata del cazzo di Hamed.
Quando la cappella si fece strada Hamed spinse con tutta la forza ed il cazzo le sprofondò nel culo fino alle palle.
“Siiiiii……ahhhh…………mmmmh…siiiiii…….che troia……..sono una vacca sfondata!!” si apostrofò la troiona coi due cazzi che le sfondavano il culo.
Andammo avanti a scoparle il culo per una buona mezzora durante la quale la vacca continuava a godere e ad incitarci a riempirle il culo di sborra.
“Siiii…..godo…..sono una troia…..riempitemi il culo di sborra….fottetemi ancora…..aaaahh…siiii……..ho il culo rotto!!”
Hamed diede ancora due spinte fortissime poi si irrigidì e le rovesciò in culo una quantità enorme di sborra bollente e densa e subito dopo lo imitai facendole un bel clistere di sborra calda.
“Tieni troia bianca…..prendila tutta……ti riempiamo di sborra….aaaah….siiiii….puttana….zoccola!!”
“Siii….sono la vostra scrofa…..vengo…..godo ancora…siiii!!”
Erano già trascorse due ore e non avevamo ancora cominciato neppure a vedere il bagno da ristrutturare in compenso avevamo ristrutturato il culo della donna!!
Ovviamente dovemmo prolungare il lavoro per parecchie settimane durante le quali la troiona fu a nostra completa disposizione, sempre nuda o vestita da troia e coi buchi sempre pieni dei nostri cazzi.
Ma non fu la sola che si divertì, qualche giorno dopo arrivò con la figlia e la sorella, ma questa è un’altra storia.

Continua

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CAMBIO DI VITA

Mi chiamo Marco ho 42 anni e recentemente mi sono trasferito con tutta la famiglia
composta da me, da mia moglie Claudia e dalle figlie gemelle Ilaria e Gaia in una grande città del nord.
Mia moglie è una bella donna di 40 anni, alta circa 1,75 con i capelli biondi lunghi fino alle spalle una terza di seno due gambe lunghe e ben tornite che terminano in un culetto a mandolino molto invitante.
Le gemelle di 20 anni sono molto somiglianti alla madre come fisico ma coi capelli neri ereditati da me.
All’epoca dei fatti di cui vi voglio narrare, circa due anni fa, ero proprietario di una ditta con una decina di operai nel sud.
Purtroppo gli affari non andavano molto bene e per avere un prestito mi rivolsi alle banche ma queste rifiutarono di aiutarmi e quindi mi vidi costretto a rivolgermi ad alcuni “ Amici” , in poco tempo mi ritrovai invischiato nel mondo dell’usura.
Ormai ero sul lastrico ed un giorno avvenne ciò che temevo di più, vennero a dirmi che dovevo pagare altrimenti sarebbero stati guai.
Non sapevo dove sbattere la testa ed uno di questi “Amici” mi venne in aiuto!!!!
Una sera venne a casa mia all’improvviso con quattro energumeni per farmi una proposta.
Dopo aver riunito la famiglia al completo, nonostante facessi le mie rimostranze in quanto le figlie avevano soltanto 18 anni, cominciò a parlare:
“Dovete sapere che il qui presente signor Marco ci deve parecchie centinaia di migliaia di euro e più i giorni passano più il debito aumenta senza che possa estinguerlo.”
Mia moglie e le mie figlie mi guardarono sgomente.
“Quindi sono venuto a farvi una proposta, per i prossimi due anni tua moglie e le tue figlie saranno a nostra completa disposizione verranno con noi e tu le potrai vedere il lunedì pomeriggio, tu ci firmi primo, l’atto di vendita della ditta e continuerai a dirigerla per noi, poi l’atto di vendita della casa che lascerai domani stesso e ti trasferirai nell’appartamentino del custode cosi potrai anche tenerla d’occhio.”
“Ma voi non potete….”
“Zitto stronzo non puoi rifiutare questa proposta perché noi abbiamo già deciso, e per convincerti ti facciamo una piccola dimostrazione”
Non aveva ancora finito di parlare che due dei suoi compari mi presero legandomi ad una sedia, poi presero le ragazze che erano in mutandine e reggiseno legandole ad altre sedie, infine si rivolsero tutti e cinque a mia moglie.
“Allora troia facci vedere come sei fatta, spogliati”
“Ma voi siete pazzi “ urlò Claudia ed immediatamente rimediò uno sberlone che le fece girare la faccia dall’altra parte, seguito subito dopo da un altro manrovescio.
“Troia non hai scelta, il tuo uomo non può difenderti e ti ha messo nelle nostre mani, decidi, o collabori o ti picchiamo e poi sarai comunque costretta a fare quello che vogliamo noi”
Con un filo di voce disse “Accetto”
“Ma portate via le bambine almeno”
“Non se ne parla nemmeno, visto che dovranno collaborare anche loro è meglio che comincino ad imparare da quella puttana della loro madre”
Claudia mi guardò, nel suo sguardo non c’era odio nei miei confronti ma tanta pena, piangendo cominciò a spogliarsi.
Poiché era sera tardi indossava solamente una corta vestaglia ed un completo reggiseno e mutandine che in pochi secondi sparirono.
Rimase nuda in mezzo alla stanza, era stupenda con i seni alti e duri ed il bel culo sodo, la figa contornata da una leggera peluria bionda sembrava quella di una bambina.
Le si fecero intorno slacciandosi i calzoni.
“In ginocchio troia. Succhiaci il cazzo” le disse ““L’amico”” sfoderando un cazzone di una ventina di centimetri già quasi duro.
Anche gli altri si spogliarono, due avevano dei cazzi di dimensioni diciamo normali ma gli altri due avevano dei cazzi veramente spropositati, non meno di 27/28 cm.
Vidi Claudia prendere in bocca il cazzo del primo poi passare al secondo e così via facendoli indurire.
Intanto a turno cominciarono a toccarla, i seni, la figa, il culo in filando le dita in tutti i suoi buchi d’amore.
“La troia è tutta bagnata”esclamò uno, purtroppo conoscevo mia moglie e quindi non mi meravigliai che si stesse eccitando, era sempre stata molto calda a letto e spesso avevamo coinvolto altri maschi nei nostri giochi.
“Non vede l’ora la puttanona, vedrai che scorpacciata di cazzo che ti farai nei prossimi mesi Ah Ah Ah Ah” rise sguaiatamente uno dei superdotati.
Senza nessuna preparazione “”L’amico”” infilò il suo cazzone nella figa di Claudia strappandole un grido di dolore che subito si trasformò in gemiti di piacere.
Con pochi colpi le sborrò in figa mentre uno dei superdotati si sdraiava sul tappeto invitando Claudia a saligli sopra,mia moglie ormai era partita ed immediatamente si impalò su quell’enorme cazzone facendoselo sparire nella figa rorida di umori e di sborra, cominciò a cavalcarlo forsennatamente ma poco dopo un altro si mise dietro di lei appoggiandole la cappella sul buco del culo.
Avevamo già provato la sodomia ma certo Claudia non era molto aperta in quel canale.
Cercò di impedire l’intrusione ma con due spinte poderose il cazzo le entrò tutto in culo. “NOOOOOOOOOOO” urlò ma l’urlo le morì in bocca perché l’altro superdotato le mise la grossa cappella in bocca.
Ora mia moglie era piena di cazzi e “”L’amico”” si avvicinò alle mie figlie.
“Guardate che meravigliosa troia è vostra madre” disse “Dovete prendere esempio perché tra non molto toccherà anche a voi fare le puttane per noi” e cominciò a frugarle tra le cosce.
“Anche queste troiette sono tutte bagnate, anzi sono proprio fradice” e rivolto a me “Vedrai che bella festa quando le metteremo all’asta per farle sverginare, e tu verrai a vadere Ah Ah Ah Ah Ah” Nel frattempo una potente erezione faceva capolino dai miei boxer. Uno di loro se ne accorse
“Guarda il cornuto si eccita a vedere sua moglie trattata come una troia”
L’orgia prosegui per ore e Claudia che continuava ad avere orgasmi su orgasmi fu riempita di cazzi e di sborra, fu costretta a berne in quantità industriale ed alla fine fu presa contemporaneamente in figa ed in culo dai due superdotati che le ruppero definitivamente lo sfintere, mentre lei urlava “Ancora! Fottetemi ancora! Rompetemi il culo! Godo come una troiaaaaaa”
Quando tutto fu finito ordinarono a mia moglie e alle mie figlie di seguirli.
“E’ inutile che prendiate le valige, i vestiti li diamo noi alle troie che lavorano per noi”
Quindi sparirono come erano venuti.
Rimasto solo e ripensando a quanto era successo pensai di aver sognato ma le stanze delle ragazze vuote e le macchie di sperma sul tappeto della sala non lasciavano alcun dubbio.
L’indomani lasciai la villetta e mi trasferii nell’appartamento del custode era martedì avrei dovuto attendere una settimana per rivedere la mia famiglia.
I giorni non passavano mai ma finalmente venne il lunedì pomeriggio e mia moglie e le mie figlie arrivarono a bordo dall’auto ””dell’amico””
“Allora troie vengo a riprendervi alle 19,00” disse e si allontanò
Stentai a riconoscerle, indossavano vestiti eleganti e nello stesso tempo sexy, Claudia con un vestito nero corto che la fasciava, con le spalline che le lasciava scoperto il bel seno un paio di calze ed ai piedi un paio di scarpe col tacco a spillo, le ragazze vestite uguali con delle gonne a tubino nere sopra il ginocchio e delle camice di seta bianche con le maniche lunghe, le calze sempre nere e le scarpe come la mamma.
Non sapevo cosa dire le abbracciai e piangendo chiesi come stavano.
“Stiamo bene ma quello che stiamo passando sembra un incubo” e continuò a raccontare.
Quella sera ci portarono in una villa fuori città, ci fecero entrare in una stanza con un grande letto e ci lasciarono li fino al mattino.
Alla mattina fummo svegliate da una cameriera che ci disse di farci una doccia e di indossare i vestiti che erano nell’armadio poi ci disse di scendere per la colazione.
Ci trovammo in un a sala con altre ragazze alcune giovanissime anche più delle nostre figlie ed altre più anziane ma sicuramente io ero la più vecchia.
Dopo la colazione fummo portate in un’altra stanza dove facemmo la conoscenza di Sara una donna stupenda della mia età circa che era la direttrice della casa.
“Care ragazze benvenute oggi farete la conoscenza di quello che vi aspetta per i prossimi due anni ma prima vorrei vedere come siete fatte e poi faremo le visite per vedere come state di salute, le nostre ragazze sono controllate spesso per evitare malattie e poi voi due dovreste essere vergini e quindi valete moltissimo!!” disse invitandoci a spogliarci poi continuò
“Abiterete in questa casa ed ognuna di voi avrà una stanza dove lavorare e dormire potrete uscire solo il lunedì pomeriggio per incontrare Marco”
Quando fummo nude ci fece girare e ci squadrò come si fa come gli animali al macello
“Siete veramente molto belle e tu Claudia anche molto porca, ho visto il filmato di quello che è successo ieri sera, penso che nonostante l’età sarai molto ricercata”
“Sei bella ed elegante di natura e non avrai bisogno di molta scuola mentre le ragazze per qualche tempo prima di cominciare a lavorare dovranno imparare l’arte del dare piacere ad un uomo come ad una donna”
Intanto si era avvicinata ed accarezzava il seno di Ilaria e Gaia i cui capezzoli si erano induriti poi scese tra le loro cosce trovandole già bagnate.
“Siete già eccitate, molto bene sarà più facile”
“Ora andrete dal ginecologo e questa sera tu Claudia comincerai a lavorare mentre le ragazze staranno con me”
Non ci aveva dato nessun modo per replicare ed accettammo tutto quello che voleva.
Da quella sera io cominciai a lavorare ed ogni notte feci sesso con una decina di uomini ed in due occasioni anche con due contemporaneamente, caro se devo essere sincera ho goduto moltissimo anche io in queste notti e mi spiace solo che tu non fossi con me e partecipare.
“Mi spiace che tu debba sopportare tutto questo a causa mia ma sentire che ti ecciti comunque mi consola in parte!!”.
“ Ragazze voi come state?”
“Molto bene ed anzi ci stiamo divertendo molto!!” disse Ilaria
“I primi giorni siamo state con la signora Sara, ci ha insegnato a vestirci con indumenti sexy tipo calze autoreggenti, reggicalze, guepiere, reggiseni di ogni tipo e a camminare con le scarpe col tacco a spillo di varie altezze” continuò Gaia
“Abbiamo fatto l’amore con lei e ci ha insegnato a leccare la figa, a masturbare e a far godere una donna, anche noi abbiamo goduto molto con lei ed anche tra noi, poi abbiamo spiato le ragazze che scopavano coi clienti per imparare il lavoro!!”
“Abbiamo visto anche la mamma scopare con un signore anziano ma con un cazzo enorme e prenderlo tutto nel culo!!”
“Un giorno ha fatto venire due di quegli uomini che hanno scopato la mamma quella sera e ci ha detto che dovevamo imparare a far godere gli uomini con la bocca, praticamente sono quattro giorni che non facciamo altro che fare pompini e a farci sborrare in bocca!!”
Non immaginavo che in poco tempo le mie bambine dimenticassero le buone maniere e cominciassero a parlare come delle vecchie troie, intanto mi ero eccitato e vedendomi così Ilaria si inginocchiò davanti a me mi tirò fuori il cazzo facendomi un pompino favoloso sotto gli occhi di sua madre e sua sorella, in poco tempo le sborrai in bocca tutto il mio succo che lei bevve senza perderne una goccia, poi fu il turno di Gaia ed infine anche mia moglie volle la sua parte ma volle che la scopassi prima in figa poi in culo.
L’ora della partenza delle mie donne arrivò in fretta e mi lasciarono solo.
Il sabato era il gran giorno per le mie bambine ed io fui invitato ad assistere all’asta,
entrai in una grande sala con un letto circolare nel centro e tutto intorno delle poltrone sulle quali erano seduti una trentina di uomini la maggior parte anziani.
Ad un tratto entrò una donna bellissima vestita in abito da sera, era la signora Sara, che disse di prepararsi che presto sarebbero arrivate le ragazze.
Subito dopo entrò mia moglie tenendo per mano Gaia ed Ilaria.
Claudia indossava una guepire nera che lasciava scoperto il seno un paio di calze con la riga e delle scarpe col tacco a spillo di 12cm e senza mutande, le ragazze invece indossavano, Ilaria una guepiere rossa con le calze rosse e le scarpe col tacco a spillo anch’esse rosse, mentre Gaia le stesse cose ma di colore bianco.
Claudia presentò le figlie facendole sfilare davanti agli uomini che poterono notare la loro eccitazione perché dalle fighette colava un bel po’ di umore, ed iniziò l’asta, vinsero due uomini sulla quarantina che sborsarono una cifra incredibile,
Si spogliarono mostrando dei cazzi ancora un po’ mosci ma di dimensioni importanti, le ragazze allora si inginocchiarono e cominciarono con leccatine al glande poi lungo l’asta ed infine imboccarono i due cazzi che avevano preso vigore ergendosi fino a raggiungere le dimensioni massime di circa 22 cm.
Fecero sdraiare le giovinette e cominciarono a leccare le loro fighe piene di voglia, Ilaria fu la prima ad avere un orgasmo seguita subito dopo da Giada, poi finalmente giunse il momento, Claudia si avvicinò e preso in mano il cazzo di uno e lo guidò all’imboccatura della figa di Iaria, l’uomo spinse delicatamente godendosi la penetrazione, giunto all’imene spinse con decisione mentre Ilaria spingeva a sua volta il bacino verso il cazzo e le fu dentro fino ai coglioni, Ilaria gemette ma non per il dolore della deflorazione, poi iniziò la cavalcata Ilaria era stretta ed il cazzo bello grosso e le pareti della vagina stringevano il grosso bastone, l’uomo resistette più a lungo possibile facendo raggiungere ad Ilaria almeno altri due o tre orgasmi poi finalmente si scaricò in lei sborrandole in figa una quantità enorme di sperma appena fu uscito dalla vagina deflorata Claudia si mise a leccare la fighetta di sua figlia pulendola dalle tracce di sborra. Intanto tutti i presenti si erano spogliati e si segavano guardando il magnifico spettacolo.
Ora era la volta di Giada anche per lei la madre prese il cazzo dell’uomo e lo pose all’imboccatura, ma contrariamente al primo questo fu molto meno delicato e spinse con tutte le forze il cazzo dentro la sua figa fermandosi solo quando era dentro tutto.
Giada lanciò un urlo di dolore ma quando l’uomo cominciò a pistonarla come un ossesso cominciò a godere ed a urlare di essere sfondata.
Anche in questo caso l’uomo non durò molto scaricandosi dentro la figa di mia figlia ed anche in questo caso Claudia andò con la lingua a pulire la sua bambina.
A questo punto mancavano solo i culetti ed i due uomini non volevano certo rinunciarvi si fecero spompinare fino a ritornare alle dimensioni massime e si apprestarono ad incularle, l’operazione fu un po’ più lunga perché Claudia volle prepararle bene con leccate, creme e l’introduzione graduale delle dita per allargare gli sfinteri poi quando furono pronte gli uomini appoggiarono le cappelle ai buchini cominciando a spingere, le ragazze intanto spingevano a loro volta aiutando con i movimenti del bacino la penetrazione , avevano imparato proprio bene le due troiette.
Alla fine i due cazzi furono dentro ed iniziarono un forsennato su e giù nei culetti ormai sfondati fino alla sborrata finale.
Giada ed Ilaria avevano goduto anche col culo, ormai erano aperte e quindi cominciò un’orgia di cazzi che le riempirono in ogni buco, fortunatamente anche mia moglie si diede da fare ma alla fine tutte e tre avevano preso in figa, in culo ed in bocca almeno una ventina di sborrate a testa.
Ora sono trascorsi i due anni e le mie donne sono state liberate ed io ho saldato il debito, ci siamo trasferiti ed ora abbiamo cominciato una nuova attività, io mi occupo della contabilità, Claudia del personale e le ragazze di istruire le nuove ellieve, non c’è nulla da fare, ci sono un sacco di ragazze disposte a fare le troie che neppure vi immaginate!!!!!!!!!!!!!

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Aspettando il bebè!! 6

L’incontro successivo ci vide protagonisti con una coppia con lei al settimo mese di gravidanza come me.
Lei era un po’ scettica sul sesso in gravidanza e la sua ginecologa, vecchio stampo, non l’aveva incoraggiata, ma dopo aver guardato le mie foto e letto i miei resoconti degli incontri si era decisa ad incontrarci anche perché temeva che il marito cercasse altrove il piacere che non gli dava la consorte.
L’incontro avvenne a casa loro, ci invitarono per cena un venerdì.
“Accomodatevi……piacere Mattia….e questa è Martina mia moglie!!”
“Piacere…..Flavia….e Umberto…..questi sono per la signora!!” disse mio marito sempre galante offrendo un mazzo di fiori alla donna.
Martina era una giovane donna bionda alta come me, occhi verdi e labbra carnose il ventre era gonfio e teso proprio come il mio.
Ci venne incontro timida e subito mi avvicinai baciandola sulle guance, le nostre pance si toccarono ed il bacio fu un po’ problematico ma la scena ci fece subito scoppiare in una risata che sciolse il ghiaccio.
Cenammo e poi ci trasferimmo nel loro salotto e Mattia ci offrì un digestivo.
Martina si era seduta accanto a mio marito su un divano mentre io mi sedetti a fianco di Mattia sull’altro.
“Sono proprio belle le nostre donne non trovi Mattia?”
“Veramente favolose……emanano un fluido magico!!”
“E’ vero….tua moglie è veramente molto sexy!!” continuò mio marito mentre cominciava ad accarezzare le cosce di Martina.
Mi avvicinai a Mattia e feci come mio marito cominciando ad accarezzargli la coscia risalendo lentamente verso il suo inguine.
Quando giunsi al cavallo ebbi una gradita sorpresa, il suo cazzo si ergeva già duro e le dimensioni promettenti mi fecero bagnare ulteriormente.
Intanto Umberto aveva sollevato la gonna di Martina ed aveva raggiunto la sua figa trovandola un lago.
“Siiiiii….!!” sospirò
“Sei tutta bagnata!!” commentò mio marito
Mattia si era slacciato i pantaloni porgendomi il suo bel cazzone che presi immediatamente tra le labbra.
Cominciai a succhiare il glande inserendo la punta della lingua nel meato per poi avvolgere la cappella con le labbra e cominciare ad andare su e giù ingoiando fino alla radice il grosso cazzo.
“Aaaaahhh….siii….che bocca….siiiii!!”
Martina era ormai in balia di Umberto che l’aveva spogliata lasciandole solamente le autoreggenti e che le stava leccando la figa come solo lui sapeva fare, conoscevo per esperienza la lingua di mio marito e non mi stupii che Martina raggiungesse un orgasmo squassante dopo pochi minuti.
“Godo……vengo…oooh…siiii….vengo…..godooooo!!”
“Brava amore godi…..godi….mmmh…..sapessi che lingua ha Flavia….mi fa morire!!” le disse suo marito.
“Adesso scopami….mettimelo dentro….fammi godere!!” urlai a Mattia mentre mi mettevo a pecorina sul divano.
L’uomo si sistemò dietro di me infilandomi la cappella tra le grandi labbra per poi spingere tutto il cazzo nella mia figa fradicia.
Anche Umberto intanto aveva messo Martina a pecora stantuffandola la figa con colpi lunghi e profondi.
“Che bello amore…..godo………dai scopami….scopami…lo voglio dentro….tuttooooo!!” gridava Martina.
Anch’io stavo godendomi il cazzone di Mattia che mi martellava la figa e presto raggiunsi anch’io l’orgasmo.
Umberto aveva puntato il buchetto del culo di Martina che si apriva e richiudeva davanti ai suoi occhi come la bocca di un piccolo pesce.
Mentre la scopava le inserì una prima falange inumidita dalla sua saliva.
“Mmmmmmh…….siiiii!!” sospirò la donna.
Incoraggiato aggiunse un altro dito e poi un altro continuando a lubrificare quel bel buchetto che si apriva sempre più.
Quando fu certo che era pronta sfilò il cazzo dalla figa e puntò la cappella all’ano cominciando a spingere.
Martina allora spinse il culo all’indietro per favorire la penetrazione e ricevette tutto il cazzone di mio marito nell’ano.
“Che culo stupendo!!…..sembra di entrare nel burro fuso!!”
“Sto godendo Mattia…..godo…………sono piena di cazzo….godo amore…godoooo!!” la lunga astensione dal sesso stava dando i suoi frutti perché Martina godeva subito travolta dalla libidine.
Mattia dal canto suo faceva del suo meglio per resistere ma anch’egli era ormai sull’orlo del precipizio e mi bastò stringere le mucose interne della figa attorno al suo cazzo per farlo esplodere dentro di me.
Sentii i lunghi fiotti invadermi la vagina facendomi raggiungere l’orgasmo.
Tutto questo non era durato più di mezz’ora!!
Momentaneamente appagati ma sicuramente non sazi ci riposammo un poco per poi ricominciare.
Entrambe fummo penetrate contemporaneamente dai nostri uomini e poi iniziai Martina all’amore lesbico coinvolgendola in uno strepitoso 69.
Era la prima volta che leccava la figa di una donna ma ben presto l’allieva superò la maestra facendomi godere un orgasmo mai provato.
Scopammo per tutta la notte ed alla fine fummo costretti a dormire tutti assieme nel lettone di Martina e Mattia perché troppo stanchi per tornare a casa.
Era iniziata un’amicizia molto importante!!

I mesi successivi ci incontrammo ancora finché entrambe partorimmo i nostri figli, chiamai mia figlia Martina e lei, la sua, Flavia.
L’esperienza trascorsa fu veramente incredibile tanto che dopo un paio di anni decidemmo di avere un altro figlio, sia noi che loro, sicuri che in quattro il godimento sarebbe stato maggiore.

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Aspettando il bebè!! 5

La visita dal ginecologo mi rassicurò sul buon andamento della gravidanza, inoltre mi confermò che fare sesso non disturbava minimamente il nascituro e che potevo tranquillamente continuare a scopare con mio marito, non disse proprio così ma lo fece capire.
Prima di quel giorno era stato molto professionale, certo ci davamo del tu ma mai aveva fatto accenni sessuali, era sempre stato correttissimo.
Mi fece capire senza ombra di dubbio che, per la mia condizione, non gli ere per nulla indifferente!!
“Ti piacciono tutte le donne incinte o………..solo io!!” gli chiesi maliziosamente mentre ero a gambe spalancate sul lettino ginecologico.
“Naturalmente solo quelle giovani e belle!!” rispose sorridendo mentre il bozzo sul davanti dei pantaloni cresceva a vista d’occhio.
“Ma cosa ti piace in particolare?”
“L’armoniosità delle forme e poi la carica erotica che sprigionano……eri qui sul lettino e come ti ho toccata ti sei bagnata come una fontana….non era mai capitato prima se ben ricordo!!”
“Hai ragione…….sono sempre in calore……ho sempre voglia…..anche ora!!”
“Lo vedo….!!” E subito dopo si chinò con la bocca sulla mia figona e cominciò a leccare.
“Siiiii……..leccami…….fammi venire!” non si fece certo pregare continuando la sua opera portandomi in men che non si dica all’orgasmo.
“Adesso scopami fammelo sentire dentro….dai non resisto!!”
Si abbassò i pantaloni e, dalle mutande saltò fuori un cazzo di buone proporzioni e duro come un sasso, appoggiò la cappella all’entrata della figa e spinse lentamente ma inesorabilmente il cazzo nella mia caverna umida.
“Aaaaahhh……….mmmh!!” le pareti vaginali si adattarono subito alle dimensioni del suo pene fasciandolo come un guanto.
Le migliaia di terminazioni nervose cominciarono a mandare scintille al mio cervello provocando orgasmi a ripetizione, il mio corpo era scosso da mille tremiti, le tette si erano gonfiate ed i capezzoli cominciavano a dolermi da tanto erano duri.
Lui se ne accorse e subito liberò le tette dal reggiseno e, subito dopo, cominciò a succhiarmi i capezzoli mandandomi in orbita.
Mai avevo goduto così tanto come in questo periodo di gravidanza!!
Il ritmo della scopata era regolare , veloce ma non troppo, sembrava una sinfonia per cazzo e figa!!
Poi pian piano aumentò e si apprestò a venire.
“Voglio sborrarti sulla pancia…..siii……sto per venire…..vengo…..sborrooooo!!”
“Dai….vieni….godi………sborrami tutta!!” lo incitai.
Estrasse il cazzo e con un paio di smanettate eruttò un fiume di lava incandescente, otto, nove fiotti densissimo che mi arrivarono anche in viso e che raccolsi con la lingua ingoiando voluttuosamente.
Urlammo entrambi il nostro piacere e per fortuna l’ambulatorio era insonorizzato altrimenti sarebbe intervenuta la forza pubblica!!
Quando uscii, in sala d’attesa vidi una signora anziana che attendeva il suo turno e tra me pensai che il dottore era stato fortunato quel pomeriggio!!!
Come arrivai a casa e ragguagliai mio marito sull’accaduto dovetti subire immediatamente anche il suo assalto che mi procurò altri incredibili orgasmi ed un’abbondante bevuta di sborra.
Anche lui però aveva una novità e mi disse di aver contattato un gruppo di tre ragazzi giovanissimi con cui ci saremmo incontrati il sabato successivo.
I tre erano ansiosi di scoparsi una donna col pancione, su internet spesso curiosavano in siti pornografici dove si esibivano donne incinte e la possibilità di mettere in pratica quanto visto in fotografia li aveva eccitati oltre misura.
Avevano risposto all’annuncio pensando che fosse uno scherzo ma quando mio marito li aveva contattati si erano entusiasmati.
L’appuntamento era per il sabato pomeriggio, arrivarono tre ragazzotti tra i 18 ed i 20 anni un po’ impacciati.
Umberto andò ad aprire la porta e li fece accomodare in salotto dove li aspettavo seduta comodamente sul divano.
Per l’occasione avevo indossato un abito premaman corto ,che a malapena copriva l’orlo delle autoreggenti, ed abbondantemente scollato sul seno ovviamente libero da ostacoli.
Mi salutarono con evidente imbarazzo ma sicuramente erano anche eccitati, avevano visto le mie foto ma vedermi lì davanti in carne ed ossa faceva loro un effetto devastante infatti notai subito i loro pacchi già gonfi.
“Allora ragazzi…vi sono piaciute le mie foto?!!”
“Moltissimo…….ma lei è meglio dal vivo….è bellissima signora!!” risposero quasi contemporaneamente.
Intanto avevo cominciato a sollevare la gonna mostrando l’interno delle cosce e la mia figa libera da intimo.
“Fatemi vedere quanto vi piaccio……tirate fuori i cazzi………coraggio!!” dissi mentre cominciavo a masturbarmi lentamente.
In un baleno furono nudi dalla cintola in giù coi cazzi duri da scoppiare.
Avevano tutti delle buone dimensioni, nulla di paragonabile a mio marito o al bel negretto ma sicuramente degli esemplari notevoli.
“Su…..avvicinatevi….mica vi mangio…….fatemi vedere di cosa siete capaci!!” li provocai
Non si fecero pregare oltre e, dopo essersi spogliati completamente mi raggiunsero sul divano, uno a destra uno a sinistra ed il terzo si inginocchiò tra le mie gambe cominciando ad accarezzarmi la figa già fradicia per poi cominciare a leccarla.
Gli altri due intanto si prendevano cura delle mie grosse mammelle succhiando avidamente i grossi capezzoli bruni.
Poi mi porsero i loro cazzi da succhiare uno a destra l’altro a sinistra.
Mi bastarono poche leccate perché mi riempissero la faccia e la bocca con una notevole quantità di sborra che cercai di ingoiare il più possibile mentre il terzo dopo avermi leccata per un po’ aveva cominciato a scoparmi riempiendomi la figa di succo in men che non si dica.
Avevano sborrato alla velocità della luce ma proprio per la loro giovane età i cazzi restarono duri e pronti.
Si diedero il cambio nella mia figa e cominciarono a scoparmi a turno e, questa volta, durarono decisamente più a lungo facendomi arrivare all’orgasmo.
Mio marito continuava a fotografarmi immortalando le mie performances coi giovinetti infoiati.
“Che ne dite di mettermelo un po’ anche nel culetto….dai porcelli infilatemelo nel culo!!” li provocai mettendomi a pecorina ed allargando le chiappe con le mani.
Non si fecero certo pregare facendo a gara per chi fosse il primo.
Facendo la spola tra la mia bocca ed il buco del culo mi scoparono l’ano per un bel pezzo facendomi provare finalmente un bell’orgasmo multiplo.
Alla fine del pomeriggio i ragazzi avevano sborrato anche l’anima ed erano completamente spossati mentre io dovetti ricorrere al cazzo di mio marito per arrivare al vero apice del piacere.
Comunque no era stata un’esperienza negativa….anzi!!

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Aspettando il bebè!! 4

Il secondo incontro, col ragazzo di colore, avvenne qualche giorno dopo.
Si presentò con un enorme mazzo di fiori per me e una bottiglia di Champagne per mio marito, dal vivo era sicuramente più bello e piacevole che in fotografia.
Alto 1.95 era un vero armadio, una massa di muscoli scolpiti, un vero atleta.
Inoltre si rivelò molto simpatico e colto.
Gli chiedemmo quale fosse la ragione che l’aveva spinto a rispondere al nostro annuncio, volevamo sapere se ci fosse qualche cosa di più profondo che il mero desiderio di scoparsi una donna bianca.
“Se fosse solo per scopare una donna bianca vi assicuro che le occasioni non mi mancano, anzi devo spesso declinare gli inviti!!!” disse sorridendo.
“Io vorrei fare sesso con una donna incinta perché ritengo che una donna in quelle particolari condizioni sia molto più interessante dal punto di vista sessuale, sia più ricettiva e vogliosa, senza freni inibitori!!”
Effettivamente la mia attività sessuale da quando ero in stato interessante era notevolmente aumentata, quasi fossi una ninfomane a caccia!!
Senza porre altro tempo in mezzo lo invitai a sedersi accanto a me sul divano.
Per l’occasione avevo indossato un paio di autoreggenti color carne con la balza in pizzo molto alta un’ampia gonna corta, un reggiseno a balconcino molto ridotto rispetto alla mie attuali misure di seno, una camicetta e le immancabili scarpe col tacco a spillo.
Il ragazzone non si fece pregare e cominciò subito ad accarezzarmi le gambe mentre mi baciava teneramente sul collo.
Aveva delle mani enormi con le dita lunghissime.
Mio marito per il momento rimase a guardare e, col consenso dell’uomo cominciò a scattare fotografie.
Il bel nero cominciò a baciarmi infilandomi la sua lunga lingua in bocca mentre io rispondevo colpo su colpo e con le mani cominciavo ad esplorare il suo corpo slacciandogli la camicia ed accarezzandogli il torace glabro.
Con una mano raggiunse la mia figa già bagnata e cominciò a giocare col mio clitoride strizzandolo tra le dita, poi ne inserì due nella vagina, sembrava di avere un cazzo dentro tanto erano grosse e lunghe.
Mi masturbo per un po’ portandomi sulla soglia dell’orgasmo ma poi si fermò, tolse le dita e si inginocchiò tra le mie cosce spalancate, rimase per alcuni secondi fermo quasi in contemplazione della mia figona poi cominciò a leccarla inserendo la lingua nel profondo.
Immediato fu l’orgasmo che mi squassò tutta.
“Aaaaah…..siiiiii…….vengoooooo!!!” urlai tenendogli la testa con entrambe la mani contro la mia figa fradicia, bevve tutti i miei succhi e continuò a leccare ancora a lungo poi mi spogliò e cominciò a baciare la mia pancia senza tralasciare neppure un centimetro di pelle salendo verso il mio seno.
Con entrambe le mani si impossessò delle mie tettone strizzandole, ma senza farmi male, prendendo in bocca alternativamente i due capezzoli durissimi.
Le sue manone erano piene delle mie tette a stento trattenute dal reggiseno troppo piccolo.
Umberto intanto col cazzo durissimo continuava a fotografare ogni cambio di posizione.
“Spogliati……voglio vederti!! Gli ordinai ad un tratto.
L’uomo si alzò e si spogliò in fretta mostrandomi il suo mostruoso cazzo.
Non avevo mai visto nulla del genere, se non in qualche filmetto pornografico, era lungo sicuramente più di trenta centimetri ma soprattutto era grosso come il mio braccio!!
“Che sberla………è enorme!!” commentai avvicinandomi, lo presi in mano e le dovetti usare entrambe per poterlo circondare con le dita, la cappella grossa come una pesca era a pochi centimetri dal mio viso.
“Bacialo…..prendilo in bocca…..leccalo tutto!!” mi ordinò lui.
Cominciai a segarlo lentamente facendo scivolare la pelle su e giù lungo quel bastone di carne non ancora completamente eretto ed avvicinai le labbra al meato inserendovi la lingua.
Poi cominciai a leccare quella enorme cappella scendendo poi lungo l’asta lentamente insalivandola completamente per arrivare a lambire i grossi coglioni.
“Mmmmmh……siii…..brava…….siii….laccami le palle….così…….prendile in bocca……dai cosìììì!!” presi i coglioni tra le labbra ad uno ad uno succhiando come se dovessi spompinarli poi risalii lungo il suo bastone che ormai aveva preso consistenza e mi infilai la cappella in bocca.
Era talmente grossa che dovetti spalancarla il più possibile e faticai non poco ad accogliere qualche centimetro di quel cazzo nella mia gola cercando di spompinarlo al meglio.
“Così….brava…….dentro….così….di più…….dai che ce la puoi fare…….dai bella troiona!!” mi incitava il ragazzo.
“Dai Flavia……fagli vedere quanto sei troia……prenditelo tutto in gola!!” rincarò mio marito.
Ero riuscita in parecchie occasioni ad ingoiare grossi cazzi fino in fondo ma questo era veramente impossibile anche se mi misi d’impegno riuscendo però e farne sparire appena la metà.
“Brava…..mmmmh….che bocca….siii…..tutto in gola!!……..brava….siiiii……..adesso ti scopo……mettiti a pecora!!”
Mi sistemai a pecorina sul tappeto col culo in alto e la pancia e le tette che toccavano terra.
“Che bella visione……..hai una figa stupenda!!”
Si sistemò dietro appoggiando il cazzo alle mie natiche strusciandolo un po’ tra il solco, poi, con una lentezza quasi esasperante cominciò a sfregare la cappella tra le mie grandi labbra inumidendosi il cazzo ed infine cominciò a penetrarmi.
La grossa cappella si fece strada nella mia intimità allargandola a dismisura, non ero mai stata presa da un cazzo di quelle dimensioni, mi riempiva completamente invadendo ogni anfratto, mi sembrava che un palo mi entrasse nella pancia.
Centimetro dopo centimetro i infilò il suo cazzo fino ad arrivare alla bocca dell’utero dove si fermò, ero piena di cazzo come mai ero stata.
Cominciò ad estrarre il cazzo per poi affondarlo lentamente, estrarlo e riaffondarlo, mentre io cominciavo a godere.
Poi lo estrasse completamente lasciando la mia figa completamente spalancata, lasciò che mio marito fotografasse poi mi penetrò ancora ed ancora lo estrasse completamente ed ancora mi penetrò fino in fondo.
“Godooo…..godooo….siii….mi spacchi……aprimi……sfondami…..aaaah…siii….o sento in gola!!” era vero mi sembrava che ad ogni affondo mi arrivasse fino in gola.
Quando fu dentro a toccarmi l’utero misi una mano dietro per controllare se tutto il cazzo fosse dentro e mi accorsi che ne erano rimasti fuori almeno cinque/sei centimetri!!
Cominciai a venire come una fontana irrorando la figa e lubrificando quel potente maglio che mi scopava.
“Mmmmh……………………………che figa………………sei splendida……………una vera troia da monta……………aaah…..siii……..bello………ti sto montando come una vacca!!”
“Siiii….montami……scopami tutta….sono tutta figa….una figa piena di cazzo!!”
Mio marito aveva smesso di fotografare e si stava masturbando guardando quanto era troia sua moglie, una puttana col pancione!!
Finalmente anche il ragazzo giunse al culmine del suo piacere ed estrasse il cazzo lasciando la mia figa aperta come una caverna e cominciò a sborrare come una fontana, sette/otto fiotti densissimi e potenti che mi imbrattarono completamente la schiena scendendo ai lati sulle tette fino al tappeto e tra le chiappe sul buco del culo.
Umberto prese immediatamente il posto dell’uomo dietro di me e mi riempì il buco del culo col suo grosso cazzo.
“Adesso ti allargo un po’ così il nostro amico può incularti meglio…..voglio vedere se riesci a prenderlo tutto!!”
Il nero intanto, nonostante l’abbondante sborrata, non aveva perso vigore e si mise davanti al mio viso invitandomi a succhiare nuovamente il suo fallo spropositato.
Non mi feci pregare anche perché all’idea di prendere in culo quel mostro volevo cercare di lubrificarlo il più possibile, cominciai quindi a spompinarlo insalivandolo il più possibile.
Il mio maritino intanto si dava da fare per allargarmi il più possibile il culetto ed alla fine sborrò anche l’anima nel mio budello.
A quel punto i due uomini mi fecero sdraiare sul tavolo della sala con le cosce spalancate ed il nero appoggiò il glande al buco dilatato cominciando a spingerlo dentro.
La mia saliva e la sborra di mio marito mi aiutarono parecchio e l’enorme fallo scivolò nel retto senza procurarmi eccessivo male.
Mi sentivo aperta in due ma l’uomo non smise di penetrarmi finché tutto il suo enorme cazzone fu fagocitato dal mio culo.
Sentii i coglioni sbattere sulla figa e subito dopo cominciò a scoparmi il culo sempre più velocemente sempre più profondamente, allargandomi il buco come mai mi era capitato.
“Mmmmmh……siiii………………scopami…….inculami…………….aprimi il culo……..siii….godo……..mi piace….siiii!!”
“Sentilo bella troiona….senti il cazzone nel culo……..ti apro il buco……..ti sborro dentro!!”
La recente sborrata lo aveva reso molto più resistente e l’inculata durò un tempo che mi parve infinito, Il cazzo andava e veniva nel mio culo come un pistone finché con un urlo disumano l’uomo si scaricò nel mio retto riempiendomi come un’otre di sborra bollente.

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Aspettando il bebè!! 3

Anche questa avventura fu raccontata nei minimi particolari al maritino che ne fu estremamente contento perché era la prova della sua teoria.
Infatti, collegatici in internet, trovammo numerose risposte al nostro annuncio con fotografie di una decina di uomini e due donne che volevano contattarci, ed era solo due giorni che era pubblicato l’annuncio!!.
Dopo un attento esame delle proposte valutammo quelle di una ragazza della nostra stessa città, molto carina e desiderosa di un rapporto saffico con una donna incinta ma che non chiudeva completamente alla presenza di mio marito a patto che si limitasse a guardare.
E quella di un bel ragazzo di colore, dalla foto un gigante di 1.95 ben fatto, muscoloso e prestante e con un cazzo decisamente fuori misura, anche nel suo caso la presenza di mio marito era gradita.
La prima fu la ragazza, venne da noi un sabato pomeriggio, graziosa, poco più che ventenne, bionda coi capelli lunghi molto mossi, occhi chiari quasi trasparenti, alta 1.65 circa era piuttosto minuta, ma veramente bella.
Dopo i saluti di rito ed un drink tanto per rompere il ghiaccio la feci accomodare in camera da letto dove cominciammo a baciarci e spogliarci a vicenda.
“Dal vivo sei ancora più bella……..il tuo corpo emette una luce particolare….bellissima!!”
“Grazie……..anche tu sei molto bella!!” risposi un po’ imbarazzata.
Non era certo la prima volta che avevo rapporti lesbici ma non pensavo di suscitare tanta ammirazione col corpo “deformato” dalla gravidanza, cominciavo a credere che il mio bellissimo marito avesse ragione.
Umberto rimase in disparte e non entrò subito in camera da letto, voleva che la ragazza cominciasse ad acclimatarsi per non farla sentire a disagio.
Quando entrambe fummo nude salimmo sul letto, la piccola aveva dei seni piccoli, una seconda scarsa, coi grandi capezzoli da adolescente e la fighetta completamente depilata, sembrava una bambina più che una donna.
Cominciò con l’accarezzarmi la pancia con movimenti lenti e circolari baciandone ogni centimetro di pelle poi arrivò al seno e vidi che le brillavano gli occhi.
“Che belle tette……..meravigliose…..dolci….grandi…succose!!” ne prese una delicatamente tra le mani e cominciò a massaggiarla lambendo con la lingua il grosso capezzolo bruno.
Poi si mise quasi in posizione fetale e cominciò a succhiare la mammella come avrebbe fatto un neonato, la toccai tra le gambe e la trovai completamente fradicia.
Le infilai un dito nella vagina e la sentii gemere senza lasciare la presa del capezzolo che era diventato duro e quasi dolorante, mi immaginai quello che mi sarebbe successo di li a pochi mesi col mio bimbo, ed ebbi un orgasmo provocato solo dalla sua lingua sul capezzolo!!
Anche lei ebbe il suo primo orgasmo col mio dito che le esplorava la fighetta.
Mio marito aveva assistito a tutto, nudo, seduto comodamente in poltrona mentre si masturbava piano il grosso cazzo.
La ragazza per nulla disturbata dalla sua presenza lasciò il seno e cominciò a baciarmi e leccarmi la pancia finché non giunse a lambire con la lingua il mio clitoride gonfio.
“Aaaah…siii…siii…brava….leccami…così…..siiiiii…..mi fai morire!!” era decisamente brava e sapeva come muovere la lingua per darmi piacere e ben presto raggiunsi un nuovo squassante orgasmo.
“Vengo….siii…godo….godoooo!!” le eruttai tutti i miei succhi in bocca e lei li raccolse avida gustandoseli.
A quel punto era ora che anche io mi dessi da fare sul suo corpo efebico, cominciai a baciarla sulla bocca per poi scendere sul collo, le spalle ed infine mi impossessai dei suoi piccoli ma sensibilissimi capezzoli.
“Mmmmmh…..siiiii….siiiii…..aaaah….siiii….mmmmh!!” continuò a mugolare per tutto il tempo che le succhiai le piccole mammelle.
Lentamente scesi fino alla sua rosea fighetta, le spalancai le gambe ed immersi la lingua nella sua lava bollente.
Mentre leccavo quella dolce fighetta ero praticamente a pecorina sul letto con la figa in direzione di mio marito.
“Vieni anche tu…..prendila……….scopala!!” disse la ragazza a mio marito invitandolo a partecipare anche solo con me.
Ovviamente Umberto non si fece pregare e, salito sul letto, mi penetrò lentamente facendomi assaporare ogni centimetro del suo grosso cazzo.
Il piacere si ripercosse sulla mia lingua che giocava sul clitoride gonfio della giovane donna.
“Mmmmmhh….siiii………leccami….ooooh….siiii….siii………mamma!!!”
Mi aveva chiamata mamma, il suo desiderio di fare l’amore con una donna incinta derivava dal suo desiderio inconscio o meno di fare sesso con sua madre!!
Stetti al gioco.
“Siii……..bimba mia godi………godi!!!”
“Siete bellissime………..incredibilmente eccitanti………madre e figlia che godono!!!” rincarò mio marito che aveva capito tutto.
“Aaaaah…..siiiii…….mamma……godo…..vengo……..godooooooo!!!” urlò la ragazza eruttando una quantità enorme di succhi quasi fosse un uomo, inarcando la schiena, masturbandosi i capezzoli.
Subito dopo anch’io raggiunsi l’orgasmo mentre mio marito mi riempiva del suo seme bollente.

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Aspettando il bebè!! 2

Ovviamente, appena tornata a casa, misi mio marito al corrente della piacevole avventura col mio capo cosa che lo lasciò piacevolmente sorpreso, soprattutto per il comportamento del capo, e sicuramente molto eccitato.
Il rapporto tra me ed Umberto, mio marito, è sempre stato basato sull’amore, l’attrazione fisica, siamo entrambi molto belli, la fiducia e la libertà.
Ci amiamo moltissimo, altrimenti non avremmo deciso di sposarci ed avere dei figli,ma non vogliamo privarci di nulla soprattutto in campo sessuale.
Abbiamo avuto ed abbiamo tutt’ora numerosi partner, occasionali come il mio capo, o fissi con i quali ci divertiamo in coppia o da soli raccontandoci poi, nei minimi particolari le nostre esperienze.
Il racconto dell’incontro col capo, completamente trasformato e sconvolto dalle mie forme di donna in attesa, fece venire ad Umberto un’idea, che al momento reputai un po’ pazza, ma alla realizzazione della quale non mi sottrassi partecipando attivamente alla sua attuazione.
Mi fece spogliare e con la macchina digitale mi fece numerose fotografie, alcune solo sexy altre decisamente pornografiche con l’ausilio di alcuni falli finti con cui giocavamo ogni tanto e le pubblicò su un sito di incontri.
Era fermamente convinto che molti altri uomini, attirati dalla possibilità di fare sesso con una donna incinta, avrebbero risposto all’annuncio.
Conclusione naturale della seduta fotografica fu una scopata memorabile col mio bel maritino.
Qualche giorno dopo dovetti restare a casa per attendere l’idraulico che doveva aggiustare il lavandino della cucina.
Gironzolavo per casa in camicia da notte, quasi trasparente e quando suonarono alla porta andai ad aprire meccanicamente senza pensare che ero praticamente nuda!!
Lo sguardo dei due uomini sulla soglia mi riportò alla realtà ma a quel punto feci finta di nulla invitandoli ad entrare per poi andare ad indossare una vestaglia.
Prima di iniziare il lavoro offrii loro un caffè e così ci sedemmo in cucina per qualche minuto a parlare.
Seppi che i due uomini erano padre e figlio, il primo sui cinquant’anni il secondo appena ventenne, erano entrambi di aspetto piacevole e, a giudicare dal bozzo che deformava i loro pantaloni, anche ben dotati entrambi.
Mi fecero parecchi complimenti per la mia bellezza resa ancor più attraente dalla gravidanza, queste furono le loro parole, finché il figlio mi chiese se poteva mettere le mani sul mio ventre ed accarezzarlo.
Devo dire che la presenza dei due maschi, la loro reazione davanti al mio corpo quasi nudo e i loro complimenti mi avevano fatta eccitare per cui acconsentii con perverso piacere.
Prima mi accarezzò da sopra la camicia da notte poi, incoraggiato dai miei sospiri, mi alzo la camicia cominciando ad accarezzarmi la pelle nuda.
Ovviamente non portavo mutandine, di notte preferisco essere libera e a quell’ora non le avevo ancora indossate, per cui non ebbe molte difficoltà mentre mi accarezzava la pancia ad arrivare a lambire il mio vello ben curato e, successivamente ad accarezzarmi il clitoride che si era gonfiato già eccitato.
Ero un lago ed il giovane non ebbe alcuna difficoltà ad immergere due dita nella mia caverna fradicia facendomi sospirare più forte.
Intanto il padre non rimase inattivo e mi tolse completamente vestaglia e camicia da notte così mi trovai nuda al loro cospetto.
Il padre si impossessò del mio seno cominciando ad accarezzarlo succhiando alternativamente entrambi i capezzoli che ormai erano diventati durissimi.
“Che belle tettone signora!!” commentò senza smettere di pastrugnarmele a piene mani.
Intanto il figlio si era inginocchiato tra le mie cosce ed aveva iniziato una accurata visita ginecologica con la sua abile lingua portandomi ben presto a raggiungere il primo orgasmo della giornata.
Poi mi portarono in camera da letto e mi fecero sdraiare.
“Così sarà più comoda!!” dissero gentili.
Mentre il padre prendeva il posto del giovane tra le mie cosce abbeverandosi alla mia fonte, il figlio, che si era completamente spogliato si avvicinava porgendomi il suo cazzo da succhiare.
Avevo visto giusto, il cazzo del ragazzo era veramente bello grosso e lungo e a fatica riuscii a contenerne la cappella in bocca ma la mia abilità mi fece superare la momentanea empasse e cominciai a succhiare quel ben di dio ingoiandone il più possibile.
L’abile lingua dell’uomo mi portò ad un altro incredibile orgasmo i cui spasimi non erano ancora finiti che mi sentii penetrare dal suo cazzo.
Anche il padre era ben dotato e mi riempì completamente la figa fradicia senza alcuna difficoltà.
Attento a non schiacciarmi il ventre gonfio non lesinava colpi profondi e veloci alla mia figona.
“Siiiii……siiii…scopami…..scopami….aaaahhh!!” avevo lasciato il cazzo del figlio per incitarlo a sfondarmi la figa.
Con le gambe spalancate e le ginocchia che quasi toccavano le spalle, completamente aperta, mi facevo scopare come una cagna da quei due sconosciuti solo perché ero incinta!!!
Poi fu il turno del figlio che volle farmi calare a smorza candela sul suo palo, voleva vere le mie tettone ballonzolare ai colpi di cazzo mi disse facendomi sbrodolare la figa come una fontana.
Mi sedetti letteralmente sul suo cazzo facendolo sparire completamente nella vagina e cominciai a galoppare come una perfetta amazzone facendolo sborrare nel giro di pochi minuti.
Sentii i suoi potenti fiotti urtare violentemente sul collo dell’utero e venni per l’ennesima volta.
Il ragazzo era spompato ma il padre era ancora pronto e volle farmi i culo, alla pecorina con le tettone penzoloni i cui capezzoli toccavano il lenzuolo mi apri le chiappe puntando la cappella sul buchino e sprofondando nel budello sfondato senza difficoltà.
“Signora!!…il suo culo è una voragine!!……bello sfondato….ora lo riempiamo di sborra!!” mi cavalcò per diversi minuti tenendosi saldamente ai miei fianchi e poi eruttò tutto il suo seme nella mia caverna.

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Aspettando il bebè!!

Non avrei mai creduto che la mia gravidanza avrebbe portato così tante soddisfazioni soprattutto in campo sessuale!!
Superato il periodo delle nausee, col crescere della pancia sono cresciute le mie voglie e le attenzioni sia da parte di mio marito che di numerosi altri uomini, attirati dalle mie “nuove forme”.
Il primo ad interessarsi ed iniziare un corteggiamento sempre più pressante fu il mio capo, è un bell’uomo ma fino ad allora i nostri rapporti erano stati del tutto professionali anche se in verità non avrei certo rinunciato ad un’avventura con lui.
Per scelta, visto che mi sentivo bene, ho continuato a lavorare nonostante avessi diritto al congedo per maternità e quindi le occasioni per lui riammirare la mia bellezza di neo mamma non mancarono.
La sua pressante corte unita alla mia carica erotica ci portarono un pomeriggio al punto di non ritorno.
Quel giorno avevo indossato un vestito leggero con una scollatura quadrata che metteva in evidenza il mio florido seno.
Normalmente ho una terza ma la gravidanza l’aveva fatto lievitare e raggiungere una quinta piena e soda con le areole brune grosse come piattini da caffè ed i capezzoli grossi e duri come ciliegie mature.
Inoltre non ho mai rinunciato ad indossare le scarpe col tacco nonostante mi dicessero che erano più comode la scarpe basse, e le calze rigorosamente autoreggenti visto che non sopporto i collant.
A metà pomeriggio, quasi all’ora di chiusura, il capo mi chiama per dettarmi una lettera, mi attende in piedi vicino alla porta e, dopo avermi fatta entrare, noto che la chiude a chiave.
Per tutta la mattina si era prodigato in complimenti, allusioni e toccatine alla pancia che mi avevano fatto piacere più di quanto fosse lecito.
Come vidi che chiudeva la porta a chiave sentii che la figa si bagnava cominciando a pulsare, le tette gonfiarsi ed i capezzoli indurirsi.
Con le mutandine ormai fradice mi sedetti sulla poltroncina di fronte alla scrivania accavallando le gambe lasciando in bella vista una buona porzione delle mie cosce inguainate dalle autoreggenti.
Il capo cominciò a dettare poi si avvicinò e, scostandomi i capelli dalle spalle avvicinò la bocca al mio collo cominciando a darmi dei piccoli baci fin dietro le orecchie per poi scendere sulle spalle nude.
“Mmmmh…….cosa fai…..sei un porco….mmmh!!” finsi di essere indignata mentre mugolavo di piacere.
Lentamente fece scendere le spalline del vestito mettendo a nudo i miei seni coi capezzoli duri come nocciole.
“Che tette Flavia……..sono una meraviglia…..mi fai impazzire……la tua pancia poi…..mmmmh!!” disse prima di impossessarsi con le labbra di un capezzolo cominciando a succhiare come un bambino e prendere l’altro tra i polpastrelli.
“Aaaah…..siii…….succhi…succhia il latte porco!!”
Mi succhiò le tettone l’una dopo l’altra portandomi ben presto all’orgasmo.
Dopo essersi pasciuto delle mie tette mi baciò sulla bocca infilandomi la lingua nella cavità orale cominciando a giocare a rimpiattino con la mia lingua saettante, poi mi diede il suo cazzo da succhiare.
Si slacciò i pantaloni calandoseli fino alle caviglie seguiti dalle mutande mostrandomi il suo bel cazzo in piena erezione, un cazzo non eccessivamente lungo ma molto grosso tanto che non riuscii a chiudere le dita attorno all’asta.
Cominciai col leccagli il glande scendendo poi lungo l’asta fino ai coglioni gonfi e pelosi prendendoglieli in bocca l’uno dopo l’altro e succhiandoli come se fossero delle caramelle.
Risalii lentamente senza tralasciare un centimetro fino ad arrivare nuovamente alla cappella violacea e gonfia di desiderio.
“Cazzo che bocca…….che lingua……che puttana….siiii….succhia tutto…..dai così…..siii!!!”
Spalancai la bocca accogliendo a grossa cappella poi cominciai ad andare su e giù aspirando come un’idrovora e leccando nel contempo il frenulo.
Consapevole delle mie doti di pompinara sapevo che l’uomo non avrebbe resistito oltre a quel trattamento e mi preparai a ricevere il frutto del mio lavoro.
Infatti dopo pochi minuti lo sentii fremere e muoversi scompostamente pronto a godere.
“Aaaah….siii…così….godo….godo…..vengo….sborrooooo!!”
Con la bocca spalancata ricevetti i primi potenti fiotti direttamente in gola e dovetti ingoiare per non restare soffocata mentre trattenni il resto raccogliendolo sulla lingua poi lo guardai in viso e dopo avergli mostrato la bocca piena di sborra la ingoiai mostrandogliela nuovamente vuota.
“sei una porca….una gran troia!!” poi mi tolse il vestito e le mutandine, purtroppo a causa della gravidanza avevo dovuto rinunciare ai miei soliti perizoma, poi mi fece sdraiare sulla scrivania e, dopo avermi spalancato le gambe, affondò la lingua nella mia fica fradicia mentre con le mani mi accarezzava il pancione.
“Succ…..slurp….slurp……..mmmmmh che fica………che figona dolce!! Furono i suoi commenti mentre io cominciavo a godere e sentire l’orgasmo montare nuovamente.
“Dai….continua…………non fermarti……dai che vengo….siiiii….godo….godooooo!!”
“Adesso scopami…mettimelo dentro…..sbattimi come una troia!!” lo implorai ma non fu necessario insistere oltre perché con un gran colpo di reni mi riempì la figa fino alle palle.
Rimase fermo per alcuni secondi poi cominciò a martellarmi la figa con dei gran colpi di maglio che si ripercuotevano sulle mie grosse mammelle che dondolavano su e giù al ritmo della montata.
“Aaaah……….siiiiiii….scopami………riempimi di cazzo….siiiiiii….ancora…….ancora…..dai più forte…………vengo….vengo ancora….siiiiii!!”
Ormai gli orgasmi si susseguivano senza soluzione di continuità sotto i colpi del gran cazzo del mio capo.
Ad un tratto sfilò il cazzo dalla figa ordinandomi di mettermi alla pecorina sul tappeto.
“Bella troiona incinta….hai una fica stupenda…..ma adesso voglio farti il culo!!” disse quasi con rabbia prima di incollare la bocca al mio buco del culo inserendo la lingua nel profondo.
Quando ritenne che fossi sufficientemente lubrificata dalla sua saliva, incoraggiato dai miei mugolii continui, si prese il cazzo in mano puntando la cappella sul mio buco del culo cominciando a spingere lentamente.
Pin piano il cazzo sprofondò completamente nel mio ano e quindi cominciò a scoparmi il culo con lunghi e potenti affondi.
“Mmmmh che bel culo…….siiiii……mi piace incularti……sei una gran maiala incinta!!”
“Siii sono la tua vacca da monta………….dai scopami il culo……spaccamelo………..riempimi di sborra…!!” lo incitavo godendo come una porca.
I copi si susseguirono sempre più frequenti finché scompostamente cominciò a riempirmi il budello di una valanga di sborra bollente facendomi provare l’ennesimo orgasmo.

Continua

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AVVENTURA CON LA PROF.

Finalmente la scuola era finita, ma per noi dell’ultimo anno iniziava il periodo più stressante, la preparazione agli esami di maturità.
Comunque per quella sera avevamo organizzato una cena d’addio a cui erano invitati anche tutti i professori.
Tutti furono ben contenti di partecipare, la Prof. Di chimica, il Prof. Di filosofia, di ginnastica ed infine anche la Prof. Di italiano e latino.
Fu proprio quest’ultima a destare il mio interesse di 19enne, carino, bel fisico, non molto alto 1.75 ma ben proporzionato,capelli lunghi come si usava allora e la barba, era il periodo della contestazione studentesca e la barba che faceva molto “Che” piaceva tanto alle ragazze.
Dicevo che la Prof. Di italiano quella sera mi fece una strana impressione, era una donna sui 45 anni circa, bassina, infatti portava sempre scarpe coi tacchi altissimi, non si poteva dire che fosse una bella donna ma neppure che non lo fosse.
Normalmente vestiva con dei classici talleur con le gonne lunghe, i capelli sempre raccolti e gli occhiali, quella sera al contrario indossava un’elegante gonna a potafoglio corta sopra il ginocchio, un golfino in cachemire con la scollatura a V che metteva in evidenza un bel seno, non grandissimo forse una seconda ma si intuiva bello sodo, le calze nere, le solite scarpe col tacco alto ed infine le lenti a contatto, per cui per la prima volta notai il colore dei suoi occhi verdi,ed i capelli castani sciolti sulle spalle.
Insomma si era trasformata in una donna decisamente piacente che si dimostrò anche simpatica e spiritosa.
Il caso volle che il mio posto a tavola fosse proprio accanto a lei ad un angolo del tavolo per cui alla sua destra non c’era nessuno.
Durante la cena ci divertimmo parecchio con battute, scherzi, ricordi di classe, ma io mi divertii in modo particolare perché ebbi modo di “Giocare” con la Prof.
Fin dal primo momento che si sedette un lembo della gonna scese rivelando una buona porzione delle sue gambe inguainate in un paio di calze sorrette dai ganci di un reggicalze.
La cosa si faceva intrigante anche perché lei non si curò minimamente di rimettere a posto la gonna ed anzi continuava ad accavallare e scavallare le gambe facendomi ammirare abbondanti porzioni delle sue belle cosce.
Dal canto mio continuavo anche a sbirciarle le tette e a versarle del vino nel bicchiere che lei non rifiutava mai.
Si mostrava sempre sorridente e disponibile alle mie battute ed ai miei timidi tentativi di corteggiamento.
Ad un certo punto arrivai ad appoggiarle una mano sulle cosce senza che facesse alcun gesto per allontanarla ed anzi prendendo il bicchiere lo alzò guardandomi dritto negli occhi salutandomi come per un brindisi.
Con tutte ste manovre avevo il cazzo che non stava più nei pantaloni.
Finita la cena restammo ancora un po’ fuori dal ristorante a chiacchierare poi la Prof. mi chiese se potessi accompagnarla a casa.
Non ci pensai due volte ed accettai, a quel tempo possedevo una Fiat 500, la macchina più bella del mondo ma certamente un po’ scomoda per quello che la mia fantasia stava sognando.
Con galanteria le aprii lo sportello e nel salire la sua gonna si aprì completamente lasciando completamente scoperte le gambe fino a farmi intravvedere i suoi slip neri, strabuzzai gli occhi ma neppure quella volta fece il minimo gesto per ricomporsi.
Mi disse l’indirizzo e ci avviammo, stavo diventando strabico perché avevo un’occhio alla strada e l’altro tra le sue cosce.
Più di una volta cambiando marcia nell’angusto spazio della 500 le sfiorai un ginocchio ed infine mi decisi a metterle una mano sulla coscia accarezzandola risalendo verso l’inguine.
Non solo non mi respinse ma emise un sospiro profondo come per dirmi “Finalmente ti sei deciso”
Comunque non mi ci volle molto a giungere a destinazione, parcheggiai, allora si trovava ancora posto con facilità, e rimasi un attimo in attesa, se con me ci fosse stata una ragazza con la quale avevo flirtato tutta la sera sapevo esattamente cosa avrei fatto, ma con me c’era la Prof. di italiano e latino!!!!
Fu lei a rompere gli indugi, mi mise una mano sulla coscia all’altezza dell’inguine accarezzandomi leggermente il pacco e, guardandomi dritto negli occhi con un’espressione languida mi disse:
“Ti andrebbe di salire da me a bere qualcosa?……Questa sera sono sola, mio marito è in viaggio per lavoro” aggiunse forse leggendomi in viso la paura di trovare il marito.
Il mio cazzo che era rimasto duro per tutta la sera ebbe un sussulto e quasi venni nelle mutande.
“Con vero piacere” risposi con un po’ di impaccio.
In casa mi fece accomodare in salotto.
“Serviti pure” mi disse indicandomi il mobile bar “Per me un dito di wiscky……intanto vado a mettermi qualcosa di più comodo” e sparì in camera sua.
Versai due bicchieri e mi sedetti sul divano.
Mentre bevevo rientrò e a momenti mi strozzai, cazzo!!! Indossava una guepiere nera con il corpetto che sosteneva senza nascondere il seno che aveva due capezzoli piccoli ma già turgidi ed allungati, le calze nere, le scarpe, un paio di mutandine di pizzo ed una lunga vestaglia aperta sul davanti e quasi trasparente.
“Prof. che schianto!!” le dissi avvicinandomi
“Chiamami Elena” mi sussurrò
“Elena sei uno schianto” ripetei e poi la baciai
Rispose al bacio con trasporto infilandomi la lingua in bocca mentre mi sbottonava la camicia sfilandomela.
Rimasi a torso nudo e lei cominciò a baciarmi sul collo scendendo verso il petto succhiandomi i capezzoli, nessuna delle ragazze che avevo frequentato mi aveva fatto una cosa del genere, accarezzandomi il petto ed i radi peli che lo ricoprivano e spingendomi lentamente verso il divano dove mi sedetti.
Si inginocchiò tra le mie gambe togliendosi la vestaglia e si diede da fare sui miei jeans.
In pochi secondi mi tolse i pantaloni e le mutande ed il mio cazzo balzò fuori come una molla, me lo prese in mano, lo guardò con gli occhi che le luccicavano, poi partendo dalle palle gli diede una lunga e languida leccata fino ad arrivare alla cappella per poi imboccarla.
Cominciò ad ingoiarmi il cazzo roteando la lingua sul glande fino a che le sue labbra arrivarono a toccare i miei peli pubici, sentivo la cappella che le solleticava l’ugola, poi cominciò ad andare su e giù succhiandomi anche l’anima.
“Che brava Prof……cioè Elena……..dai succhia…….così……cazzo che pompino!!!”
Era troppo, avevo il cazzo duro da troppo tempo, e quel trattamento mi portò presto all’orgasmo.
“Vengoo…..aaaah…….sborro…….siii….succhia!!”
Le rovesciai in bocca una quantità enorme di sperma che lei ingoiò fino all’ultima goccia.
Continuò a pomparmi mantenendomi l’uccello duro come il marmo.
“Mmmmmmh…….che buon sapore…….e che bel cazzone duro”
La feci alzare e la sdraiai sul divano, cominciai a baciarla dappertutto accarezzandola e strusciandole il cazzo sulla passera attraverso le mutandine, quando scesi a succhiarle i capezzoli inarcò la schiena sporgendo il seno, aveva delle tettine sode come quelle di una quindicenne con i capezzoli duri come il marmo, continuai la mia discesa ed arrivai alla figa, la liberai degli slip ormai completamente fradici ed affondai la lingua nella sua caverna bollente.
“Uaaaah….siiii….leccami….fammi venire….siii…cosìììì….continua….mmmmh”
Quando cominciai a succhiarle il clitoride gonfio esplose in un orgasmo travolgente, anche lei aveva accumulato tensione erotica per tutta la sera ed ora si era liberata.
“Godo…godooooo…..” Urlò sbattendo la testa a destre e a sinistra
Mi prese la testa tra le mani spingendomi ancora più contro la sua figa fradicia.
“Adesso mi scopi….devi fottermi…..voglio il tuo cazzo”
Le feci allargare bene le gambe e posizionai la cappella all’entrata della vagina, la passai un paio di volte tra le grandi labbra, sembrava impazzita.
“Dai stronzo….cosa aspetti…..scopami….riempimi di cazzo!!”
Non la feci attendere oltre e le affondai il cazzo in figa fino alla palle in un sol colpo.
“Aaaaaah……..siiiii….com’è grosso……mi riempie tutta”
Nonostante l’età aveva una fighetta stretta che però subito si adattò alle dimensioni del mio arnese che pur non essendo di dimensioni eccessive era sempre un bel palo di carne di 20 cm per 15 di circonferenza.
Cominciai a pistonarla con forza estraendolo quasi del tutto per poi infilarlo nuovamente mentre lei mi veniva incontro col bacino per farsi penetrare maggiormente.
“Siii…..così……cazzone…..sfondami……mmmmh…ancora, ancora……daiiii”
Dopo la prima sborrata ora riuscivo a controllarmi maggiormente continuando a scoparla, mi sfilai e la feci mettere alla pecorina affondando nuovamente il cazzo nella sua caverna.
“Prendilo tutto…troiona….senti come ti scopo…….ti sfondo la figa”
“Dai….sfondami…sono la tua troia…..spaccami l’utero”
Mentre la scopavo avevo davanti il magnifico panorama del suo buco del culo che si apriva e richiudeva al ritmo delle mie pompate.
Le allargai maggiormente le natiche con le dita ed il buchino si aprì ancora di più, sembrava che mi invitasse ad entrare, le misi un dito in bocca e lei me lo succhiò come un cazzo insalivandolo, sembrava che mi leggesse nel pensiero.
Le appoggiai il dito sul buchino e lo spinsi dentro mentre continuvo a pistonarle la figa.
“Siiiiiii” sospirò languidamente
Cominciai a masturbarle l’ano che cedeva sempre di più e riuscendo ad infilarle un secondo dito, ho voglia di incularmela e glielo dico
“Elena….ho voglia di incularti…..adesso te lo metto dentro”
“Anch’io voglio che mi inculi……dai tesoro…..non aspettare”
Mi sfilai dalla sua figa e cominciaio a leccarle l’ano umettandolo abbondantemente con la saliva ed aiutandomi con le dita lo lubrificai anche all’interno, lei sospirò agitando il culo.
Mi piazzai sopra di lei prendendomi il cazzo in mano ed appoggiando la cappella al suo buco
“Spingi amore…..non aver paura di farmi male……mi piace”
Cominciai a spingere e la cappella le allargò lo sfintere, fece un po’ di resistenza poi si lasciò andare ed il cazzo cominciò ad entrare centimetro dopo centimetro, Elena spinse il culo all’indietro aiutandomi nella penetrazione.
La penetrazione durò a lungo ma finalmente le fui tutto dentro, mi fermai per farla abituare alla grossa intrusione, poi piano piano mi sfilai quasi completamente per poi riaffondare nello stretto budello, lentamente aumentai il ritmo cominciando a scoparle il culo come una figa.
Ogni affondo era un “Siiii!!” che usciva dalla sua bocca
“Ti piace il cazzo nel culo porcona? ….senti com’è grosso….ti sfondo tutta”
“Siiimi piace…..inculami….dimmelo che sono la tua troia”
“Si sei la mia troiona rotta in culo”
La sollevai di peso e mi sedetti sul divano mentre lei rimase impalata sul mio cazzo dandomi le spalle, si tolse le scarpe appoggiando i piedi sulle mie ginocchia e tendendo le braccia all’indietro cominciò ad andare sù e giù sul mio palo facendoselo affondare sempre più dentro, le misi le mani sui fianchi guidandola nella cavalcata.
Ormai non potevo più trattenermi
“Vengo troia…….ti sborro nel culooooo”
“Godi, amore godi…….riempimi tutta”
Le irrorai l’intestino con una quantità impressionante di sborra bollente, mentre anche lei aveva l’ennesimo orgasmo, sentii le contrazioni della sua vagina riperquotersi sulle pareti del retto che stringevano il mio cazzo.
Si abbandonò con la schiena sul mio petto esausta trattenendo il mio cazzo nel culo che però stava perdendo consistenza, pian piano le scivolò fuori e con lui un rivolo di sperma le usci dal culo imbrattandomi la pancia.
Si girò a baciarmi poi scese a ripulirmi ingoiando il mio seme poi mi abbracciò teneramente.
“Grazie G., era un mucchio di tempo che non godevo così tanto, anzi era un mucchio di tempo che un uomo non mi scopava”
“Perché? Tuo marito…..” le risposi
“Mio marito è uno stronzo che pensa solo a lavorare e a scopare la sua segretaria, una puttanella di 20anni!!”
“E’ proprio un pirla, se avessi io una donna calda come te me ne fregherei delle ragazzine, ti scoperei dalla mattina alla sera”
Mi sorrise lusingata
“Ti va di farti una doccia?” mi disse prendendomi per mano.
Mi infilai sotto la doccia beandomi sotto il getto d’acqua calda, mi raggiunse poco dopo, si era completamente spogliata e potei ammire il suo bel corpo nudo.
Il mio cazzo diede segni di risveglio, ci insaponammo l’un l’altra giocando con l’acqua, le infilai le mani tra le cosce trovandola ancora bagnata, la feci girare ed appoggiare le mani alla parete e poi la penetrai nuovamente, la scopai selvaggiamente abbrancandole le tette con entrambe le mani per attirarla contro di me.
Infine le sborrai finalmente in figa inondandole l’utero.
Eravamo sfiniti, guardammo l’ora, le quattro del mattino!!
“Ti prego rimani a dormire da me”
Accettai, ci mettemmo a letto nudi abbracciati e ci addormentammo.
Questo fu l’inizio di una storia durata quattro anni con una donna straordinaria che non smetterò mai di ringraziare.

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Amanti

Quasi mezzanotte, come sempre in televisione non c’era nulla di interessante, erano ore che facevo zapping senza costrutto, decisi di andare a letto.
Come ogni sera, una bella doccia e poi a nanna.
Ero appena uscito dal bagno, nudo ed ancora gocciolante, da quando ero tornato single non mi formalizzavo più di tanto, viaggiavo per casa quasi sempre nudo, soprattutto in estate.
Avevo convissuto per quasi un anno con Ilaria, una bella ragazza ma con un carattere insopportabile, ogni cosa era causa di litigio, soprattutto per stupidate.
L’ultimo, per ragioni talmente banali che non le ricordavo neppure, era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso e che ci aveva soprattutto fatto capire quanto il nostro “amore” fosse in realtà molto labile ed inconsistente.
Alla fin fine era stato solo il sesso a tenerci insieme per così lungo tempo perché effettivamente a letto facevamo faville!!
Così, nudo, gironzolavo per casa prima di coricarmi quando suonarono alla porta.
Ma chi può essere a quest’ora pensai.
“Un attimo…..vengo…..un momento!!” presi il primo asciugamani che trovai e lo allacciai in vita prima di aprire.
“Eccomi!!”
Spalancai la porta ed una furia bionda mi saltò al collo.
Era mia sorella Nadia che mi stringeva ed intanto piangeva come una fontana.
“L’ho lasciato quel bastardo!!” mi disse tra le lacrime.
“Calma piccola….calma!!……raccontami!”
La presi tra le braccia e l’accompagnai sul divano del salotto poi chiusi la porta.
Mi sedetti di fianco a lei che singhiozzava attirandola sul mio petto.
“Sfogati….piangi……brava!!” cominciai ad accarezzarle i capelli.
Nadia, mia sorella, è una splendida donna di 32 anni, tre meno di me, biondissima coi capelli alle spalle, un viso dolce con due occhioni azzurri ed un nasino all’insù, alta 1.75 un bel seno della terza misura ed un bel culetto a mandolino sorretto da due gambe lunghe ed affusolate.
Tra i singulti mi raccontò come avesse scoperto l’ennesimo tradimento di suo marito e di come l’aveva affrontato.
“Quel porco se l’è portata a casa….sul mio letto….bastardo…..bastardo!!”
“Che grandissimo stronzo……però adesso calmati!!”
“Mi puoi ospitare per qualche giorno?” mi chiese.
“Sei a casa piccola!!” le risposi dandole un bacio.
“Adesso ti fai una bella doccia poi tutti a letto…..però dovrai accontentarti di dormire con me nel lettone, non ho altro posto!!”
“Come quando eravamo piccoli!!” rispose sorridendo…..finalmente!
Mentre lei era in bagno cambiai le lenzuola poi mi misi a letto.
Quando uscì quasi mi venne un colpo, indossava soltanto l’asciugamani, però sulla testa, per asciugare i capelli.
Vide la mia espressione.
“Che c’è fratellino…..non è la prima volta che mi vedi nuda!!” era vero ma erano passati anni dall’ultima volta ed ora avevo davanti una donna splendida, con due tette da sballo e la fighetta depilata in modo da formare una leggera striscia di pelo biondo!!
“Già…..ma eri una bambina!!”
Si strofinò i capelli e la testa poi, dopo aver gettato l’asciugamani sulla sedia, corse a rifugiarsi sotto il lenzuolo, completamente nuda.
Il mio cazzo si era subito indurito, lui certo non stava mica a guardare se la donna nuda di fianco era mia sorella o un’altra!!
Spensi la luce e cercai di chiudere gli occhi e dormire.
Però Nadia, sopraffatta dal dolore del tradimento, ricominciò a piangere.
“Vieni qui piccola….vieni vicino a me!” forse non aspettava altro perché immediatamente mi fu addosso appoggiando la testa sull’incavo della mia spalla e facendo aderire il suo corpo al mio.
La strinsi a me e sentii il suo seno contro il mio petto e le sue cosce allacciarsi alle mie.
La sua mano si appoggiò al mio petto cominciando ad accarezzarne i peli.
Il suo ginocchio era a contatto col mio cazzo ormai completamente duro che premeva nella stoffa degli slip che avevo indossato.
“E’ bello essere qui con te…..sei un uomo meraviglioso Marco!!” mi sussurrò
Ero bloccato ma nello stesso tempo i miei sensi si risvegliavano pericolosamente.
“A…anche tu….sei bellissima!!” dissi un po’ balbettando.
Mosse la gamba accarezzandomi col piede il polpaccio e premendo ancora di più il ginocchio sul mio cazzo.
Non poteva non essersi accorta di nulla ed infatti notai che i suoi seni si indurivano ed i capezzoli premevano contro il mio petto.
Anche lei era eccitata!!
Cominciai ad accarezzarle le spalle e la schiena arrivando al solco delle natiche, mentre sentivo il suo respiro farsi più affannoso.
Lentamente la sua mano scese dal mio petto verso la pancia e poi l’inguine andando a sfiorare il bordo degli slip da dove ormai faceva capolino la mia grossa cappella gonfia.
Con l’altra mano cominciai a sfiorarle un seno finché raggiunsi il capezzolo duro come una ciliegia matura.
“Siiiii…..!” sospirò
A quel punto tutti i tabù tutte le remore morali precipitarono e la presi per i fianchi facendola sdraiare sul letto.
Le fui sopra e cominciai a baciarle il viso, gli occhi, la bocca.
Le nostre labbra vennero in contatto e subito lei le socchiuse facendo entrare la mia lingua guizzante.
Ci baciammo con foga ma nello stesso tempo con infinita dolcezza assaporandoci a vicenda abbracciati stretti, stretti.
Poi cominciai a scendere sul suo collo ed ancora più giù fino alle sue splendide tette.
Cominciai a leccarle ed accarezzarle.
“Siii….siii…..così….cosììì!!” gemeva
Le succhiai i capezzoli fino quasi a farle male poi ricominciai a scendere verso il suo antro segreto.
Spalancò le gambe premendomi la testa con entrambe le mani non appena raggiunsi il suo clitoride gonfio.
“Siii….amore….leccami……leccami tutta….dai………dai Marco….amore mio!!”
Quando mi aveva chiamato amore pensavo che fosse per caso ma quando gridò il mio nome non ebbi più dubbi!
Le leccai la figa come non avevo fatto con nessun altra prima portandola all’orgasmo in brevissimo tempo.
“Aaaahhh…godo….vengo amore…..vengoooo….mmmmmhhh…siiii!!” urlò inarcando il bacino.
Poi subito dopo.
“Scopami Marco….prendimi…..mettimelo dentro….sbattimi……..dai……..dai………scopami tutta!!”
Ormai ero completamente partito, le alzai le lunghe gambe portandole sulle mie spalle e la penetrai in un sol colpo.
Il mio grosso cazzo le entrò nella figa fino alla radice senza alcuno sforzo mentre Nadia mugolava di piacere.
La sua vagina mi avvolgeva come un guanto, caldo ed umido, sentivo le sue pareti accarezzarmi il cazzo i suoi muscoli interni massaggiarlo.
Il mio cazzo era fatto per la sua figa e la sua figa per il mio cazzo.
“Nadia……Nadia……mmmh…..siii…..che figa……..siii…..prendi….prendilo tutto…..è tuo!!”
“Siii….prendimi…..ooooh…siii….scopami……….siii…….sbattimi……sono la tua troia…….scopami….riempimi!!”
Cominciai a scoparla con forza ritraendomi fino quasi a sfilare il cazzo per poi affondare fino alle palle mentre lei spingeva il bacino incontro ai miei colpi di maglio.
“Nadia sto per venire……..godo……sborroooo!!” tentai di uscire da lei ma le sue lunghe gambe mi serravano le reni per cui le riempii l’utero del mio caldo seme.
Contemporaneamente anche lei raggiunse l’orgasmo.
Mi sfilai lentamente dal suo ventre e ci abbracciammo baciandoci.
“Marco ti amo….ti ho sempre amato……ma non come fratello!!”
Mi resi conto che anche io nutrivo lo stesso sentimento per lei e che i miei continui fallimenti in amore potevano essere stati causati dal mio amore inconscio per mia sorella.
“Anch’io ti amo…..sei la mia donna……il mio amore!!”
Continuammo a baciarci poi fu lei che cominciò a scendere a baciare il mio petto e poi sempre più giù verso il mio inguine, verso il mio cazzo che già ricominciava a dare segni di vita.
“Hai un cazzo stupendo amore mio…….fatto apposta per me!!” disse appena prima di prendere la cappella in bocca.
Le sue labbra serravano il glande mentre la lingua giocava col meato poi lentamente cominciò ad andare su e giù lungo l’asta ingoiando ogni volta una porzione più grande di cazzo fino ad arrivare a schiacciare il naso sul mio ventre.
Il mio cazzo aveva ormai raggiunto il massimo turgore e mia sorella continuava a succhiarlo ed insalivarlo.
“Voglio che mi prendi da dietro…….sono vergine….non l’ho mai fatto……….è tutto per te….è il mio dono!!” disse quasi tutto d’un fiato.
“Cara….ti amo!!”
Si staccò dal mio cazzo e si sistemò alla pecorina col culo bello alto e le gambe divaricate.
Mi sistemai dietro di lei e contemplai quel meraviglioso culo che sarebbe stato mio di li a poco.
“Dai….cosa aspetti!!”
“Hai un culo favoloso amore!!”
“Ti piace?…..è tuo….prendimi ti prego!!”
Le allargai le natiche al massimo con entrambe le mani e cominciai a leccarle il buchino cercando di inserirle la lingua il più profondamente possibile per prepararla al meglio.
Non sono certo un super, super dotato ma neppure un microbo e potevo farle male mentre volevo che la sua prima inculata fosse qualche cosa di indimenticabile.
“Siiii…..siii…..così…..leccami…..ooooh….mmmh!!” gemeva piano sotto le mie leccate.
Le inserii nel culo una falange e lo trovai cedevole, continuai a leccare insalivandola abbondantemente ed introdussi un secondo dito spingendoli entrambi ben dentro.
“Aaaah….siii….siiiii!!!”
Un terzo dito raggiunse i primi due allargandole il buchino.
Cominciai a masturbarla accarezzandole il clitoride con l’altra mano che si riempì immediatamente di succhi d’amore che utilizzai per lubrificarla ulteriormente.
Ormai era pronta e smaniava di essere penetrata.
“Inculamiii…..dai….presto….scopami il culo!!”
Presi il cazzo saldamente alla radice ed appoggiai il glande al suo buchino rimasto aperto dopo aver tolto le dita e cominciai a spingere.
L’ano lubrificato a dovere cedette quasi subito e la cappella si fece strada nel suo budello.
“Siiii….ahhh….lo sento….lo sento tutto….siii….sfondami amore….sfondami!!”
Con un colpo più forte degli altri le fui dentro fino ai coglioni strappandole un urlo di dolore che però non le impedì di spingere il culo verso il mio inguine onde farsi penetrare meglio.
La recente sborrata mi consentiva una maggiore resistenza per cui continuai a scoparle il culo per un tempo lunghissimo durante il quale mia sorella ebbe numerosi orgasmi anali.
Alla fine anch’io arrivai al punto critico e le sborrai direttamente in culo sette od otto fiotti caldissimi.
Da quella notte non ci siamo più lasciati, poiché i nostri genitori erano morti e non avevamo alcun parente prossimo, abbiamo venduto tutto e ci siamo trasferiti in una grande città dove viviamo come marito e moglie.
Con l’inseminazione artificiale da parte di un donatore anonimo, ma con caratteristiche simili alle mie, Nadia ha avuto due figli un maschio ed una femmina chissà se un giorno………

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Appagata

Mi chiamo Annarita, ho 20 anni, vivo con mio padre ed i miei fratelli più grandi a cui praticamente faccio da sguattera.
Sono una ragazza carina ma molto minuta, coi seni piccoli e puntuti ed assomiglio più ad una bimba che a una donna e per questo la mia vita sessuale non è mai stata un granché, i ragazzi della mia età mi snobbano e preferiscono le ragazze più formose quelli più grandi o sono dei pedofili oppure non mi prendono neppure in considerazione.
Tutto questo fino a qualche mese fa.
Una mattina, andando al mercato mi sono imbattuta in due ragazzi di colore che vendevano le solite cianfrusaglie, mi hanno vista carica di borse e si sono offerti di accompagnarmi a casa.
Erano molto cordiali e sorridenti e mi sono lasciata convincere, poi hanno cominciato a farmi dei complimenti sempre meno velati, dicendomi che ero bellissima, che le donne come me erano una manna dal cielo e così via.
Per me erano parole dolcissime e poi i loro sorrisi erano una gratificazione.
Arrivati a casa mi sentii in obbligo di invitarli a pranzare con me, tanto sarei stata sola fino a sera, e loro accettarono volentieri.
Andai in camera da letto a cambiarmi ed indossai una vestaglia corta, molto scollata e leggera che mettevano in mostra le mie tettine.
Mi misi subito a cucinare per quei due ragazzi neri che mi furono subito intorno per aiutarmi ad apparecchiare la tavola ed ogni tanto, nel passare, si strusciavano sul mio culetto facendomi sentire i loro membri già duri.
Non mancarono le occhiate e le palpate sempre più esplicite alla mie tettine.
Io lasciavo fare erano anni che nessuno si interessava al mio corpo sessualmente parlando e le loro attenzioni mi facevano bagnare la figa come non mi era mai successo.
Mentre coceva la pasta continuarono a toccarmi il seno ed il culo sempre più esplicitamente sempre più spesso incoraggiati dal mio silenzio-assenso, anzi mi ritrovai anch’io a toccare i loro corpi ed i loro membri da sopra i pantaloni.
Ero eccitatissima e loro pure ma prima mangiammo un buon piatto di pasta e , mentre mangiavamo sentivo le loro mani frugarmi dappertutto ed infilarsi tra le cosce e insinuarsi nella figa ormai fradicia.
Prima della fine del pasto mi ritrovai praticamente nuda seduta al tavolo, mi avevano slacciato la vestaglia ed io mangiavo con le tette al vento.
Alla fine mi furono entrambi addosso, sentivo le loro mani dappertutto.
“Bella fighetta……..sei bella…..mi piaci……dai prendilo in bocca!!” disse uno mentre si slacciava i pantaloni e mi metteva in mano un cazzo enorme, nero, duro e lungo come mai ne avevo visti, con la cappella violacea grossa come una pesca.
Lo presi in mano e cominciai a segarlo, faticavo a chiudere le dita attorno all’asta, aveva delle grosse vene che lo percorrevano da cima a fondo e due coglioni grossi come mandarini.
Aprii la bocca e cercai di infilarmi la grossa cappella, dovetti sforzarmi ma riuscii ad accoglierla e cominciare a succhiare andando su e giù.
L’altro intanto mi aveva tolto il perizoma e si era infilato con la testa tra le mie cosciette cominciando a leccarmi la fighetta inserendo la lingua tra le grandi labbra.
“Mmmmh….che fighetta…….buona…….tutta bagnata!!” commentò mentre cominciavo già a godere.
Erano anni che non avevo una lingua maschile che mi frugava la figa ed il piacere prese il sopravvento.
“Siiiii…..godo….vengo….vengoooo!!” urlai togliendomi dalla bocca l’enorme cazzo del giovane.
A quel punto mi presero e mi portarono in camera da letto spogliandomi e spogliandosi completamente.
Anche l’altro ragazzo aveva un cazzo fuori misura trenta centimetri di carne dura e pulsante che cominciai a spompinare mettendoci tutta l’anima.
Finalmente avevo due cazzi a mia disposizione.
Intanto Malik, così si chiamava il primo ragazzo, si sdraiò sul letto invitandomi a salire sopra ed infilarmi il cazzo in figa.
In un lampo fui sopra di lui puntandomi la grossa cappella all’entrata della figa fradicia.
Non ero certo vergine ma la lunga mancanza di cazzo mi aveva mantenuto il buchino stretto e la penetrazione fu difficoltosa e dolorosa nonostante l’abbondante lubrificazione.
Alla fine però mi trovai con tutto il cazzo ben piantato in figa.
“Bella figa……..ti piace il cazzone……..sei tutta piena….fino alle palle…questa troia è proprio profonda……adatta per i nostri cazzi!!” commentò
“Siiii…tutta piena…….tutto dentro siii….scopami….fammi godere!!” gli urlai cominciando ad andare su e giù su quel palo mentre Kayin mi porgeva nuovamente la sua asta da succhiare.
“Succhia…succhia bene…..che ti facciamo godere come una troia!!” era vero stavo godendo senza soluzione di continuità.
Da sotto Malik mi dava dei colpi tremendi arrivando ad urtare con la cappella il collo dell’utero che mi provocavano delle scosse che arrivavano al cervello.
Era instancabile ed io ero già venuta parecchie volte mentre il suo grosso cazzo mi apriva sempre di più.
Kayin allora si mise dietro ed aprendomi le chiappette cominciò ad insalivarmi il buchino del culo facendomi morire di piacere.
Non ero mai stata al centro delle attenzioni di due maschi, superdotati per giunta, ed il piacere aumentava di minuto in minuto.
Mi leccò il culo per parecchio infilandomi di tanto in tanto le dita nello sfintere per allargarlo e penetrarlo meglio con la lingua.
Godevo di quella lingua.
“Siii….leccami…..oooh…siii….che bello!!” urlavo.
Poi mi ordinò di tenermi le chiappe aperte con le mani ed io obbedii prontamente senza immaginare, ingenua, che volesse mettermi il cazzone nel culo.
Invece appoggiò la grossa cappella sul buco cominciando a spingere sempre più forte finché la cappella ebbe superato l’anello sfinterico.
Era le prima volta, ebbi paura e cercai di divincolarmi ma Malik mi tenne ben salda mentre l’amico spingeva il suo cazzo nel mio culo.
“Aaaaaaah……..che male…..noooo…….non farlo……sono vergine!!” urlai ma inutilmente.
Arrivato a metà lo estrasse completamente, sputò sul buco rimasto aperto e vi cacciò nuovamente dentro l’uccello spingendolo ancora più dentro.
Mi sembrava di essere aperta in due anche perché il grosso cazzo che occupava la figa rendeva il culo ancora più stretto.
Ripete l’operazione altre tre volte sfilando completamente il cazzo per poi infilarlo nuovamente sempre più in fondo lubrificandomi con lo sputo ed infine con un ultimo affondo si infilò fino ai coglioni che sentii sbattere contro le chiappe.
“Aaaaahhh……tutto dentro……..bel culetto…..l’hai preso tutto……..poche donne riescono……brava…..ed ora goditi questi due pali!!!”
Il piacere cominciava a montare nuovamente ed i due cazzoni che si muovevano in sincrono dentro di me mi mandarono in orbita.
“Mmmmmh…..siiii….godo……sfondatemi……..inculatemi………rompetemi tutta…voglio i vostri cazzi!!!
“Prendili bella vaccona……..prendili tutti….vedrai che poi ne potrai prendere quanti ne vuoi……anche due insieme!!”
Mi pomparono per un po’ poi vollero cambiare e mi ritrovai impalata sul cazzone di Kayin e col cazzo ancora più grosso, anche se un pochino più corto, di Malik nel culo.
Ormai non facevano più nessuna fatica a penetrarmi entrambi i buchi.
Malik andava e veniva dal mio culo come in una galleria, estraeva il cazzo mi guardava dentro infilandoci tutte le dita per poi tornare ad infilarci il cazzo fino ai coglioni.
Ormai non contavo più gli orgasmi e quando mi riempirono entrambi i buchi di sborra bollente quasi svenni dal piacere.
Quando si ritirarono dalla figa e dal culo restai in piedi mentre dai buchi ormai slabbrati scendeva un rivolo di sborra che continuò ad uscire per cinque minuti buoni.
Malik la raccolse in una bicchiere per poi ordinarmi di bere tutto cosa che feci ingoiando con estremo piacere.
Mi sentivo finalmente femmina ed appagata!!
I due, dopo quasi due ore di scopata, si rivestirono ed uscirono con la promessa che sarebbero ritornati l’indomani.
2

Ero completamente distrutta con la figa ed il culo che mi dolevano.
Mi feci una bella doccia e poi attesi l’arrivo di mio padre e dei fratelli come se nulla fosse.
L’indomani quando tutti furono usciti mi preparai accuratamente sperando nell’arrivo dei miei amanti, indossai un paio di calze autoreggenti a rete, uno string quasi inesistente, una gonna cortissima plissettata, una camicetta ed un paio di scarpe con un bel tacco alto e mi misi in attesa preparando il pranzo.
Era ormai quasi mezzogiorno e mezzo e temevo che non sarebbero più venuti ma improvvisamente suonarono al campanello.
Andai ad aprire e mi trovai davanti i miei due amanti Malik e Kayin in compagnia di altri due negri grandi, grossi e sorridenti.
Li guardai perplessa ma li feci accomodare precedendoli in cucina sculettando come una vacca in calore.
“Questi sono Mugambi e Themba due amici coi quali condividiamo la casa….ed altro!!” disse Malik strizzandomi l’occhio.
“Piacere…..Annarita…..benvenuti!!” risposi con un sorriso.
“La nostra bella è un’ottima cuoca e…….una grande puttana a letto!!” continuò Malik facendomi arrossire e, nel contempo, bagnare la figa.
Si accomodarono al tavolo e cominciarono a mangiare senza smettere di infilare le mani sotto la gonna e nella camicetta finché i ritrovai con addosso le sole calze e le scarpe con le loro mani nella figa, nel culo e sulle tettine.
“E’ proprio una bella troietta e cucina bene!!” commentò Mugambi mentre si slacciava i calzoni estraendo un cazzo di proporzioni incredibili.
Pensavo che il cazzo di Malik fosse enorme ma questo lo superava sia in lunghezza sia in larghezza in maniera impressionante, dovetti usare entrambe le mani per riuscire a circondarlo completamente e in bocca riuscii a malapena a metterci la cappella slogandomi la mascella, sembrava di avere in bocca un paracarro!!
“Mmmmh…..è brava……..succhia…succhia bella porcona!!”
Anche gli altri si spogliarono e vidi che anche Themba era un vero superdotato con un cazzo di trenta e più centimetri grosso e duro.
La figa mi colava come se ci fosse una doccia dentro ed anche il culo cominciò a contrarsi.
In un attimo mi furono addosso, mi misero a pecorina e a turno cominciarono ad infilare i cazzi nella figa arrivando fino in fondo facendomi sentire le grosse palle sul clitoride gonfio mentre continuavo a succhiare la cappella di Mugambi.
“Ehi ma questa è profonda….ci sta tutto!!” esclamò Themba che, come mi confidò più tardi, non aveva mia trovato una donna capace di prendersi tutto il suo enorme cazzo.
La mia figa, nonostante il mio fisico minuto, si adattava come un guanto ai grossi membri accogliendoli completamente, al posizione poi era la migliore da quel punto di vista.
Poi venne il turno di Mugambi che si mise alle mie spalle appoggiando la cappella al buco ben dilatato e lubrificato dai miei abbondantissimi succhi e spinse lentamente ma inesorabilmente il suo bastone nella vagina.
Nonostante fossi stata ben allenata dai cazzi degli altri la penetrazione fu comunque un po’ dolorosa, mi sembrava di sentire i dolori del parto con la differenza che invece di svuotarmi mi stava riempiendo di cazzo.
A metà lo estrasse quasi completamente e lo rimise dentro centimetro dopo centimetro fino quasi alla base, la cappella toccava l’utero e non sarebbe entrato più un centimetro.
“Finalmente!!!!….una figa come si deve……..!!” disse cominciando a scoparmi con colpi lenti e profondi.
Non vi dico la quantità di orgasmi che mi fece provare mentre i suoi amici si davano il turno a farsi succhiare le minchie.
Continuò a scoparmi per più di mezzora e poi mi riempì l’utero di una quantità industriale di sborra bollente ritirandosi subito dopo e lasciandomi con la figa oscenamente spalancata che colava sborra.
Malik si affrettò a raccoglierla e a spalmarla sul mio culo per poi infilare il cazzo dentro senza troppi riguardi.
“Ahi………ahi…….….mi fai male……..….piano…………così…..…..piano…..…mmmmh……….siiii…..dai inculami……spaccami l’ano…..riempimi di carne!!” mi trovai a gridare subito dopo.
Mi inculò per un po’ poi Themba prese il suo posto ed infine toccò a Kayin scoparmi il culo per riempirlo di sborra.
Quando anche gli altri due si furono liberati riempiendomi la bocca del loro nettare ci sdraiammo spossati sul letto.
“Sei grande Annarita…..tutte le troie che ho scopato volevano il cazzone poi quando lo mettevo dentro arrivavo fino a metà e loro urlavano di smettere!!” mi disse Mugambi accarezzandomi “Fra un po’ lo prenderai anche nel culo……è questione di tempo….prima i miei amici ti devono allargare bene….non voglio farti del male……sei una donna meravigliosa e non vogliamo perderti!!” era una dichiarazione d’amore a tutti gli effetti anche se fatta in cooperativa!!
Dopo un po’, dopo aver fatto la doccia, se ne andarono lasciandomi completamente distrutta ma felice, l’indomani li avrei rivisti.

3

Il giorno successivo arrivarono puntuali con un mazzo di fiori, mangiarono mentre a turno uno di loro mi scopava la figa e poi il culo tranne Mugambi che mi scopò solo la figa.
Praticamente ero sempre piena di cazzo in figa o in culo!!
Al termine del pasto mi furono tutti addosso e provai nuovamente la doppia penetrazione anche se resa più difficoltosa dal fatto che nella figa avevo l’enorme palo di Mugambi.
Continuavo a godere, mi sentivo una enorme figa piena di cazzi!!
Trascorse così l’intera settimana durante la quale fui scopata in continuazione ed i miei buchi vennero allargati a dismisura tanto che mentre mi facevo il bidet riuscivo tranquillamente ad infilarmi l’intera mano sia in figa che nel culo traendone ovviamente molto piacere.
Il sabato e la domenica trascorsero troppo lentamente senza poter vedere i miei stalloni e fui piuttosto nervosa e scostante coi miei parenti.
Il lunedì ero eccitatissima, andai in un negozio e mi comprai, degli indumenti intimi degni di una troia e li indossai in attesa dei miei amici.
Arrivarono soltanto Malik e Themba che pranzarono coi loro cazzo sempre infilati in uno dei miei buchi.
Andavo avanti ed indietro per la cucina coi loro cazzi infilati nel culo o in figa ed anche quando lavai i piatti lo feci mentre Themba mi inculava come un treno.
Poi ci trasferimmo sul letto dove venni penetrata contemporaneamente e venni sbattuta per quasi un’ora durante la quale ebbi innumerevoli orgasmi.
Il giorno dopo arrivarono in tre senza Mugambi e tentarono di riempirmi il culo con due cazzi ma senza successo mentre nella figa non ci furono problemi.
Andammo avanti fino al venerdì quando venne finalmente anche Mugambi.
Quel giorno venni inculata ripetutamente mentre la figa non ricevette neppure uno sguardo, tutto questo perché era giunto il momento di prendere in culo anche il cazzone smisurato di Mugambi.
Tutti mi sborrarono in culo riempiendomelo fino all’orlo, così lubrificato ed aperto era in attesa di essere riempito da quel palo.
Mugambi si mise dietro e cominciò ad introdurre l’enorme cappella nel buco lubrificandola con la sborra poi cominciò a spingere ordinandomi di fare altrettanto come se dovessi cagare.
Quando il glande superò lo sfintere già enormemente dilatato fu come se mi avessero dato una coltellata e mi avessero aperto in due.
Lanciai un urlo ma non mi mossi, con le mani mi allargai le chiappe più che potei ma rimasi ferma. Anche lui si fermò un momento per lasciarmi abituare e poi riprese la penetrazione che a quel punto fu meno dolorosa del previsto.
L’enorme quantità di sborra che era dentro lubrificava a meraviglia il retto.
Lentamente affondando e ritraendosi più volte il mio bel negrone riuscì ad infilarsi completamente nel mio intestino cominciando a scoparmi sempre più velocemente e sempre più piacevolmente.
“Si……si…..si…..dai….inculami….inculami…..bel cazzone…rompimi tutta!!” urlavo presa dal piacere immenso di quella bestiale penetrazione.
Gli altri erano tutti attorno che mi accarezzavano le tette ed il clitoride per aiutarmi a godere anche se non ce n’era affatto bisogno!!
Mugambi era instancabile e continuò a svangarmi il culo per un tempo infinito, un paio di volte lo estrasse completamente ammirando la voragine che si era formata tra le mie chiappe per poi affondare fino ai coglioni.
Quando venne fu come sentire le cascate del Niagara entrarmi direttamente in culo!!
La settimana successiva continuammo a vederci tutti i giorni finché il mio culo e la mia figa non furono in grado di prendere i loro cazzi senza alcuno sforzo e a quel punto ci fu la svolta.
Non potevo più fare a meno dei loro cazzi e loro non potevano fare a meno della loro “patatina” così mi chiamavano.
Il sabato sera presi coraggio ed affrontai mio padre ed i miei fratelli raccontando loro ogni particolare.
Li lasciai li con la bocca aperta presi le mie valigie già pronte ed andai a vivere coi miei negretti cazzuti.
Mi accolsero in casa loro come una regina e fui la fidanzata di tutti, pulivo e mantenevo la casa, preparavo da mangiare sempre praticamente nuda e coi buchi quasi sempre pieni dei loro cazzi, facevano a turno perché uno di loro restasse sempre a casa e mi riempisse i buchi di cazzo in modo che non si stringessero troppo.
Dovevo essere sempre pronta a soddisfarli e soddisfare qualche amico che invitavano di volta in volta.
Ora vi scrivo seduta sul cazzo di Mugambi che mi detta.
Ho i buchi completamente aperti dove riesco tranquillamente a prendere due cazzi in contemporanea ma sono felice ed appagata.

Sono graditi suggerimenti, commenti e critiche
fanserver07@gmail.com

Alice

Qualche tempo fa ho ricevuto una telefonata inaspettata.
Era una mia compagna di 5° liceo che era riuscita a trovare i numeri telefonici di tutti gli ex compagni ed aveva organizzato una cena di rimpatrio.
Fui entusiasta di questo invito, un’occasione più unica che rara di rivedere i compagni di classe dopo 30 anni!!!
La sera fatidica mi recai all’appuntamento con un po’ di timore, ci saremmo riconosciuti? Avremmo ritrovato il nostro spirito di classe? O saremmo finiti solo a ricordare nostalgicamente il passato?
Ovviamente eravamo tutti un po’ cambiati come aspetto, alcuni in meglio, soprattutto le donne, altri un po’ meno ma costatai subito che l’antico spirito goliardico non era per nulla scomparso.
Eravamo stati una classe piuttosto unita senza conflitti o inimicizie e rivalità e gli unici due, un ragazzo ed una ragazza, con cui c’era un po’ di attrito avevano rinunciato asserendo che la cena era una stronzata!!
Non ricordo cosa mangiammo ma ricordo benissimo le risate, le battute e gli aneddoti.
Mi vennero in mente un sacco di situazioni che riguardavano quegli anni spensierati.
Un ricordo vivissimo fu il periodo in cui stavo con Alice, la sorella minore di una mia compagna di classe da cui andavo spesso a studiare.
Lei aveva 15 anni ed io 18, fu un amore breve ma molto intenso, non andammo mai oltre il petting un po’ spinto ma per quel tempo era già molto.
Ricordavo le sue tettine puntute ed i capezzoli sensibilissimi.
Finì per colpa mia, a 18 anni si fanno delle scelte stupide che si pagano poi….ma così fu.
Ma ora Alice era li con la sorella, la ricordavo bellissima, piccolina di statura ma splendida una vera miniatura, sempre vestita in gonna e con le scarpe con un po’ di tacco vista la sua altezza.
Ora era una donna di 45 anni incredibilmente bella e che ne dimostrava tranquillamente 20 di meno.
Per tutta la serata non riuscivo a staccare gli occhi dai suoi e parlammo a lungo, mi disse che si era sposata ma non aveva avuto figli e che poi si era separata ed ora era sola, le parlai un po’ di me senza entrare troppo nei dettagli, e poi ridemmo e scherzammo con gli altri.
Purtroppo la serata ad un certo punto ebbe termine ed iniziarono i saluti e lo scambio di telefoni ed indirizzi.
Nella confusione riuscii a darle il mio biglietto da visita senza però riuscire ad avere il suo recapito.
A casa, cercando tra i vari foglietti non trovai nulla di suo o di sua sorella, l’avevo persa di nuovo.
Non mi andava di contattare qualche compagno per rintracciarla, per lo meno non subito, già durante la cena c’erano state parecchie battute su noi due, per cui mi rassegnai dandomi del cretino.
Qualche giorno dopo ricevetti una mail.

“Ciao Levita, sono una tua ammiratrice, i tuoi racconti sono ricchi di fantasia e regalano forti emozioni.
Sei bravo a scrivere di sesso, le tue sono solo fantasie o sei bravo anche nella realtà?”

Era una mail molto intrigante, anche se spesso ho ricevuto mail di uomini che si spacciavano per donne, l’indirizzo non era tra quelli conosciuti e non mi diceva nulla ma decisi di rispondere.

“Cara ammiratrice ti ringrazio per i complimenti, sempre molto graditi, la mia fantasia spesso è aiutata dall’esperienza ma mi piacerebbe che fossi tu a dire se sono bravo solo a scrivere!!!”

Pochi minuti dopo mi rispose.

“E’ un invito a cena?”

“Perché no, io sono di Milano e tu?”

“Anche io sono a Milano, facciamo domani sera? Al XXXXX alle 21.00?”

“Ci sarò senz’altro!!” risposi.

Poi ci pensai meglio, l’XXXXX era lo stesso ristorante dove c’era stata la cena coi compagni di classe, che coincidenza!!

L’indomani ero agitatissimo, non ero più riuscito a contattare la mia ammiratrice, non sapevo neppure come riconoscerla, magari era orrenda o peggio un uomo, che figura da pirla!!
Poteva essere uno scherzo dei compagni, già ma non avevo dato a nessuno l’indirizzo di posta di Levita e non avevo detto a nessuno che scrivevo racconti hard su Iomilù.
Ero quasi tentato di rinunciare e starmene a casa ma la curiosità ebbe il sopravvento ed alle 21.00 in punto ero al ristorante.
Guardai dentro dalle vetrine per vedere se riconoscevo qualcuno e mentre ero li a guardare mi sentii toccare una spalla.
Mi girai di scatto.
“Ciao Levita…….sei tu vero?”
“Alice!!……..io…….si sono io!! Ma come…?!”
Era stupenda.
“Entriamo?……così possiamo parlare!!!”
“Si…si certo……vieni!!”
Entrammo nel ristorante e ci sedemmo ad un tavolo un po’ appartato, l’aveva prenotato lei a mio nome.
“Che piacere rivederti….non avrei mai sperato!!”
“Ti sei dimenticato di prendere il mio indirizzo…per fortuna mi hai dato il tuo biglietto da visita!!”
Lo tirò fuori dalla borsetta mostrandomelo, avevo cancellato l’indirizzo di posta che era stampato e l’avevo sostituito quello che normalmente uso per i contatti su Iomilù!!!
Non mi ero accorto di quel fatto quella sera, ma questo non spiegava perché mi avesse scritto chiamandomi proprio Levita, sul biglietto non vi era alcun accenno alla mia attività di “scrittore”.
Vide la mia espressione perplessa.
“Quando ho letto l’indirizzo di posta ho avuto l’impressione di averlo già visto ma non ricordavo esattamente dove…….poi mi sono ricordata dei bei racconti che leggevo su internet ed ho fatto due più due!!”
“Non credevo che tu li leggessi!!”
“Sono una donna che ama il sesso, sono sola…..non vedo perché no!!”
“No…non volevo dire…..cioè……insomma mi fa molto piacere, è una vera fortuna che tu li abbia letti e ti siano piaciuti…..temevo di non vederti più…….ed invece!!”
“Ti spiace?”
“Mi sono dato del pirla per giorni….credevo di averti persa nuovamente…..sono felicissimo!!” le dissi prendendole le mani e baciandogliele appassionatamente.
“Anch’io sono felice!!”
Cenammo velocemente, entrambi volevamo qualche cosa di più.
“Mi accompagni a casa?” mi disse
L’avrei portata in capo al mondo!!
In macchina non riuscivo a staccare gli occhi dalle sue belle gambe inguainate in un paio di calze autoreggenti delle quali scorgevo il pizzo dall’orlo della gonna che era vertiginosamente risalita.
Più volte cambiando la marcia sfiorai il suo ginocchio, mi sentivo come un ragazzino al suo primo appuntamento.
Lei non scostò le gambe anzi mi sembrò che cambiasse posizione per favorirmi.
“Vuoi salire?” mi chiese ironica giunti davanti a casa sua.
Non appena varcammo la porta di casa ci lanciammo l’una tra le braccia dell’altro, cercai la sua bocca e la trovai accogliente e la sua lingua guizzò tra le mie labbra in cerca della mia.
Le mie mani sembravano impazzite e si muovevano come i tentacoli di un polpo sul suo meraviglioso corpo che non si sottraeva al mio tocco.
Anche lei andò a cercare il mio cazzo che si era già fatto di marmo.
“Spogliami!!” mi disse quasi implorandomi.
Ovviamente non mi feci pregare ed iniziai a spogliarla lentamente beandomi di ogni centimetro del suo corpo che veniva alla luce.
Non l’avevo mia vista completamente nuda, neppure trent’anni prima ed ora, finalmente, mi appariva in tutta la sua bellezza.
Le lasciai soltanto le calze e le scarpe inginocchiandomi ai suoi piedi per baciare il suo monte di venere appena velato da una curatissima striscia di pelo scuro.
Aveva dei seni sodi, pieni ed elastici coi capezzoli scuri ed ingrossati.
Era la donna più bella che avessi mai visto in vita mia e mi misi in adorazione della mia dea.
Poi affondai la lingua in quella fessura umida.
“Aaaahhh….siiii!!” gemette
La leccai a lungo assaporando ogni stilla del suo piacere, soffermandomi sul suo clitoride gonfio fino a portarla all’orgasmo, violento e dolce nello stesso tempo che quasi le fece perdere conoscenza.
“Vieni….ti voglio!!” disse risvegliandosi dal suo torpore.
Mi spogliò velocemente prendendomi in mano il cazzo ed iniziando una lenta sega.
“Quanto ho desiderato questo momento!!” sospirò.
“Anch’io……tanto….tantissimo!”
Eravamo in camera da letto e ci sdraiammo sulle lenzuola.
Subito ricominciammo a baciarci e poi lei cominciò a scendere con la bocca verso il mio inguine.
Cominciò ad accarezzarmi i testicoli gonfi e poi l’asta durissima.
Infine sentii il suo alito caldo sulla cappella e le sue labbra aprirsi ed accoglierla nelle sue fauci.
“Aaaaahhhh……siiii…..amoreeee!!”
Iniziò a succhiare muovendo la testa su e giù sull’asta muovendo la lingua senza sosta portandomi in fretta al punto di non ritorno.
“Amore sto per venire….godo……vengoooo!!” la avvertii cercando di sottrarmi ma lei mi mantenne nella sua bocca dove mi svuotai completamente.
Ingoiò completamente il mio sperma continuando a succhiare mantenendomi in erezione.
“Ooohhh…..cara….è stato bellissimo!!”
“Finalmente….non sai da quanto aspettavo questo momento!!” mi rispose.
La presi attirandola a me e la baciai nuovamente suggendo la sua saliva ed il mio sperma poi ricominciai ad esplorare il suo corpo con la lingua soffermandomi sui capezzoli che ricordavo sensibilissimi.
“Prendimi ora…scopami……scopami ti prego!!”
Il mio cazzo era rimasto in piena erezione nonostante la recente sborrata e non mi feci certo pregare oltre, avevo atteso troppo.
Mi sistemai tra le sue gambe spalancate e strusciai la cappella tra le grandi labbra fradice dei suoi umori ed infine spinsi il glande nella vagina.
“Aaaaahhhhh…..siiiiiii….siiiiiiiiii!!” un urlo liberatorio usci dalle nostre bocche mentre il mio cazzo sprofondava completamente nel suo antro umido.
Sentivo le pareti della vagina adattarsi come un guanto e le pulsazioni del suo cuore attraverso le mucose.
Mi fermai, completamente sprofondato in lei e la baciai.
Poi lentamente iniziai a scoparla piano assaporando ogni momento mentre lei mi veniva incontro nel momento della massima penetrazione.
Sembrava che non avessimo mai fatto altro negli ultimi anni tanto era incredibile il nostro affiatamento.
Poi il ritmo si fece inevitabilmente più intenso e gli affondi più consistenti e frequenti.
“Si….si…si…si!!” ritmava il martellare del mio cazzo dentro di lei.
Infine esplodemmo entrambi in un orgasmo incredibile per intensità, sentivo i fiotti di sperma uscirmi con una potenza incredibile e le pareti della vagina stringermi aritmicamente accompagnando ogni getto.
Mi accasciai sul suo seno ansimando come un mantice.
Mi accarezzò le spalle, le reni ed infine dietro la nuca.
“Amore….amore mio……..amore………..!!”
Restammo così l’uno dentro nell’altra per un tempo infinito finché il mio cazzo perse completamente consistenza uscendo dal suo nido.
“Cosa ci siamo persi!!” l’avevamo detto quasi in contemporanea e così scoppiammo a ridere come bambini.
Ma non durò per molto, ricominciai a baciarla ed accarezzarla mentre lei faceva lo stesso con me e ricominciammo come se non fosse accaduto nulla.
Dopo 30 anni avevo ritrovato il mio amore e non l’avrei più lasciato.

Sono graditi suggerimenti, commenti e critiche
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